
L'estate volge al termine e anche la politica torna d'attualità: a dare il via questo fine settimana alle attività ci pensano cinque partiti con assemblee dei delegati (UDC, PLR, Verdi e PEV) e congressi (PPD). In discussione in particolare i temi in votazione il 22 settembre e il 24 novembre. I delegati del Partito evangelico svizzero (PEV) riuniti oggi a Frutigen (BE) con 43 voti contro 34 raccomandano di respingere l'iniziativa 1:12 di Gioventù socialista, Un Sì invece all’iniziativa UDC “per le famiglie” che chiede una deduzione fiscale per la custodia dei bambini a casa equivalente a chi ha optato per l’affidamento a terzi. Infine i delegati del PEV raccomandano un sì all’aumento del contrassegno autostradale. Il PPD si è invece riunito a Sempach per una sessioni di lavori durante la quale il presidente Christophe Darbellay ha posto l’accento sulla necessità di sostenere la classe media del paese. “La classe media ha un ruolo centrale nel futuro del nostro paese: un suo dissanguamento porta inesorabilmente verso il declino economico, sociale e materiale. Il ceto medio è la spina dorsale della nostra società e se vogliamo continuare ad averlo anche in futuro dobbiamo averne cura oggi”. I Verdi, hanno insistito sulle sfide future delle regioni di montagna che devono essere incoraggiate nel quadro di una transizione verso nuovi modelli economici. Sul tema dell’energia i Verdi non accetteranno un prolungamento irresponsabile della durata di vita delle centrali nucleari. I PLR riuniti a Thun, hanno espresso la decisione di dare appoggio all’iniziativa «Sì alla protezione della sfera privata». Il testo, elaborato dagli ambienti "borghesi", mira ad ancorare nella Costituzione il segreto bancario per le persone residenti in Svizzera. Non sono tuttavia mancate le voci critiche. "L'UDC è pronta alla resistenza", ha affermato Toni Brunner a Ginevra. Ha fatto in particolare il paragone con la lotta condotta nel 1992 in occasione della votazione sull'adesione della Svizzera allo Spazio economico europeo. "Se non agiamo adesso, sarà troppo tardi", ha aggiunto. Brunner ha puntato il dito contro l'iniziativa 1:12 e quella del Gruppo per una Svizzera senza esercito (GSsE). "E' il nono attacco contro l'esercito", ha ricordato. Dal canto suo il presidente della Confederazione Ueli Maurer ha invitato con fermezza i delegati a respingere l'iniziativa della (GSsE) e quella di di Gioventù socialista.ATS/Red.
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