
Il condottiero ha radunato i suoi generali: è una vera e propria chiamata alle armi quella annunciata da Cristoph Blocher dalle colonne della Wochenzeitung. In previsione delle elezioni federali dei 2019 l’ideologo dei democentristi ha tracciato la via da seguire e non ha risparmiato pesanti bordate agli altri partiti.
“Se le cose non cambiano, correremo da soli. Nelle questioni più importanti siamo ridotti a un ruolo di opposizione”, ha tuonato. Nonostante due consiglieri federali UDC, a detta di Blocher sarebbe in corso un vero e proprio tradimento da parte dei partiti storici: “Vogliono smantellare la democrazia diretta - è l’accusa dell’ex consigliere federale – Il popolo può votare quello che vuole ma la sua volontà non viene rispettata”.
“Daremo battaglia su questo tema”, ha promesso Blocher, citando il caso del 9 febbraio. Il popolo non può fidarsi del Consiglio federale. “La soluzione proposta dall'ex presidente del PLR nazionale Philipp Müller (la “preferenza indigena light”, ndr) non va bene: mancano contingenti e tetti massimi".
E, ha rincarato Blocher, non è la prima volta che la volontà popolare non viene rispettata: "Prendiamo l'Iniziativa delle Alpi: all’inizio i camion che potevano circolare nel tunnel del Gottardo erano limitati a 650'000 all’anno, oggi sono il doppio”.
Tornando alla preferenza indigena, Blocher annuncia l’all-in. A dicembre il Consiglio degli Stati approverà verosimilmente la versione di Philipp Müller e, stando a quanto riferisce la "Basler Zeitung", i vertici dell’UDC risponderanno con un’iniziativa per disdire gli accordi sulla libera circolazione delle persone con l’UE.
Per l'ex presidente del Partito socialista svizzero Helmut Hubacher, che ha recentemente scritto un libro sulla sua esperienza in Consiglio nazionale con Blocher, per il volto storico dell'UDC questa scelta potrebbe portare a un nuovo trionfo così come a una Waterloo.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

