I nuovi laghetti nati in Svizzera
Dal 1850 a oggi lo scioglimento dei ghiacciai ha creato circa 1’200 nuovi laghi: ora sono stati catalogati
di Keystone-ATS
I nuovi laghetti nati in Svizzera
Foto Nico Mölg/EAWAG

Dalla fine della piccola era glaciale verso il 1850, circa 1’200 nuovi laghi sono apparsi nelle antiche regioni glaciali delle Alpi svizzere. Un migliaio esistono ancora oggi, secondo un nuovo inventario effettuato dall’Istituto federale per l’approvvigionamento, la depurazione e la protezione delle acque (Eawag). Il cambiamento climatico provoca lo scioglimento dei ghiacciai alpini. Quando i campi di ghiaccio, a volte immensi, si ritirano, lasciano delle depressioni e dighe naturali nel paesaggio spoglio. I bacini si riempiono di acqua di disgelo e appaiono nuovi laghi glaciali.

“Siamo rimasti sorpresi, da una parte per il loro numero impressionante e dall’altra a causa della loro formazione molto più rapida”, spiega Daniel Odermatt, responsabile del gruppo di telerilevamento presso l’istituto di ricerca sull’acqua Eawag, citato in un comunicato odierno. “All’inizio del progetto, ci aspettavamo qualche centinaio di laghi glaciali. Ora ce ne sono più di mille, e 180 si sono aggiunti solo nell’ultimo decennio”, aggiunge lo specialista. Insieme al post-dottorando Nico Mölg, a ricercatori dell’Università di Zurigo e dell’Ufficio federale dell’ambiente, Odermatt ha identificato i laghi glaciali nelle Alpi svizzere formatisi negli ultimi 170 anni.

Piccola era glaciale
Questo inventario completo è stato possibile grazie alle fotografie aeree fornite da Swisstopo e alle banche dati sui ghiacciai in Svizzera raccolte durante numerosi anni. Le informazioni più vecchie risalgono a metà del XIXesimo secolo. “Quando il ghiaccio ha iniziato a sciogliersi alla fine della piccola era glaciale, questo ha risvegliato la curiosità dei naturalisti dell’epoca”, spiega Nico Mölg. L’estensione e la modifica della lunghezza di alcuni grandi ghiacciai delle Alpi svizzere sono stati topografati per la prima volta per la carta Dufour fra il 1840 e il 1870. Il “sorvolo americano” del 1946 ha messo a disposizione per la prima volta foto aeree di ottima qualità. In totale, il gruppo di ricercatori ha potuto sfruttare i dati di sette momenti compresi fra il 1850 e il 2016. Per ognuno dei 1200 laghetti attuali, gli scienziati hanno registrato localizzazione, altitudine, circonferenza e superficie nei diversi istanti dati. Hanno determinato il tipo e il materiale della diga così come il deflusso, documentando in tal modo lo sviluppo del lago. In una prossima tappa, queste basi permetteranno di stimare individualmente i pericoli potenziali di ogni lago, ad esempio il rischio di svuotamento improvviso del bacino in caso di cedimento della diga.

Testimoni del cambiamento climatico
Nel 2016, i laghi glaciali svizzeri ricoprivano una superficie di circa 620 ettari. Il più grande misurava 40 ettari, oltre il 90% erano però inferiori a un ettaro, secondo gli studi pubblicati nella rivista Earth Surface Processes and Landforms. La formazione dei laghi glaciali ha raggiunto un primo picco tra il 1946 e il 1973 con l’apparizione di otto nuovi laghi all’anno in media. A questo è seguito un periodo di calma. Ma tra il 2006 e il 2016, il tasso di formazione di nuovi laghi glaciali è aumentato significativamente, superando nettamente il picco precedente. In media, 18 nuovi laghi si formano ogni anno e la zona acquatica aumenta annualmente di più di 400 metri quadrati, una prova visibile del cambiamento climatico nelle Alpi. Circa un quarto dei nuovi laghi si è però ristretto o è completamente scomparso, a causa dei sedimenti trasportati in permanenza dai ghiacciai che li hanno riempiti a poco a poco.

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