Cerca e trova immobili
Svizzera
“I numeri in aumento ci preoccupano”
Anne Lévy, nuova direttrice dell’UFSP
Anne Lévy, nuova direttrice dell’UFSP
Lara Sargenti
6 anni fa
Anne Lévy, nuova direttrice dell’UFSP: “I numeri aumentano molto e in fretta”. Per ora niente riduzione della quarantena. La campagna passa dal blu all’arancione

C’è preoccupazione per l’aumento dei casi in Svizzera. Lo ha detto la nuova direttrice dell’Ufficio federale della sanità Anne Lévy durante una conferenza stampa odierna, la sua prima apparizione pubblica dieci giorni dopo il suo insediamento. “I numeri stanno aumentando rapidamente e in fretta. Questo ci preoccupa” ha detto Lévy, che invita la popolazione a fermare l’ascesa. È stata quindi avviata una nuova campagna, che passa dal colore blu all’arancione, con l’obiettivo di arrestare l’aumento del numero delle infezioni. Le regole sono quelle che già conosciamo: mantenere la distanza minima, indossare la mascherina se non è possibile tenersi a distanza, lavarsi accuratamente le mani, in caso di sintomi fare il test e stare a casa. I Cantoni restano comunque in prima linea nella lotta alla pandemia.

Niente riduzione del periodo di quarantena
Per ora è stato escluso di ridurre il periodo di quarantena, ha detto Virginie Masserey, capo della sezione controllo delle infezioni presso l’UFSP, rispondendo a una domanda. “È una questione di cui discutiamo regolarmente. Attualmente non è opportuno abbreviare la durata. Il rischio di infezione è ancora troppo alto”.

“Ci sono abbastanza test”
Attualmente ogni giorno in Svizzera circa 15.000 persone vengono testate per il coronavirus. Anne Lévy ha spiegato che ci sono abbastanza test e che non è necessario che questi debbano essere assolutamente prodotti in Svizzera. “Siamo ben posizionati al momento”. Per quanto riguarda i test rapidi questi sono attualmente in fase di convalida nel laboratorio di riferimento di Ginevra.

Svizzera interessata a sviluppo 10 vaccini
I progressi nella ricerca e in vista dell’ottenimento di un nuovo vaccino contro il coronavirus sono “incoraggianti”, stando all’UFSP. La Svizzera è interessata allo sviluppo di una decina di vaccini. “Stiamo lavorando duramente per ottenere un vaccino”, ha dichiarato ai media a responsabile della divisione internazionale dell’UFSP, Nora Kronig, secondo la quale gli sforzi in tal senso erano già cominciati in primavera. L’obiettivo della Svizzera è di contribuire allo sviluppo rapido di un vaccino a cui la Confederazione abbia accesso. Va ricordato che Berna ha inoltrato un ordine al laboratorio zurighese Molecular Partners per il suo trattamento contro il nuovo coronavirus (Sars-Cov-2). Ha firmato un contratto simile su un vaccino che sta sviluppando Moderna. L’UFSP prosegue diverse strategie nell’acquisto di vaccini, ha aggiunto Kronig. Le acquisizioni dirette presso privati, i contatti stretti con l’UE e i Paesi vicini nonché un impegno forte a livello multilaterale.

Non ci sarà vaccinazione obbligatoria
Stando a Virginie Masserey, che presso l’UFSP si occupa del controllo della malattie infettive, chiarimenti hanno avuto luogo sullo stoccaggio e l’importazione dei vaccini. Secondo Masserey, non ci sarà invece una vaccinazione obbligatoria per tutti. “Ciascuno deve decidere autonomamente se vuole essere vaccinato o no”. I cantoni sono responsabili della messa in atto di strutture per le vaccinazioni. Nei prossimi mesi verrà elaborato uno scenario nazionale riguardante i vaccini assieme alle autorità cantonali.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata