
Dopo il no di popolo e cantoni alla costruzione di minareti in Svizzera, Hisham Maizar, presidente della Federazione di Organizzazioni Islamiche Svizzere (FOIS), invita le varie associazioni di musulmani presenti sul territorio elvetico ad unire le forze per costituire un'entità comune. "Ciò faciliterebbe il dialogo con le autorità", ha dichiarato Maizar al domenicale "Matin Dimanche""Si tratta di un processo lento e difficile - ha ammesso - ma è in corso un avvicinamento", ha precisato. Un primo passo in questa direzione si è avuto nei mesi antecedenti la votazione sui minareti. La FOIS e il Coordinamento delle organizzazioni islamiche hanno unito le forze per contrastare, senza successo, l'iniziativa popolare anti-minareti.In assenza di un unico interlocutore, la ministra di giustizia e polizia (DFGP) Eveline Widmer-Schlumpf convocherà per il previsto incontro col mondo islamico le varie organizzazioni operanti nella Confederazione.Annunciato il 4 dicembre dal presidente della Confederazione Hans-Rudolf Merz, il colloquio si terrà prima di Natale, ha detto all'ATS il portavoce del DFGP Philippe Piatti. Un primo incontro avente come tema l'integrazione si era svolto in settembre prima della votazione, ha precisato. Ancora non si sa se tali appuntamenti diventeranno in futuro una consuetudine. Il DFGP non si pronuncia in merito.Per Maizar i musulmani svizzeri possono sostenere le autorità nei loro sforzi di dialogo con la comunità islamica, per esempio smascherando i predicatori fanatici, "dal momento che i musulmani, diversamente dalle autorità, capiscono i messaggi lanciati nelle moschee dagli Imam".Secondo Maizar, i musulmani in Svizzera potrebbero essere anche consultati preventivamente, come avviene già in Austria, sull'opportunità o meno che a un determinato Imam venga concesso un visto.Circa il divieto d'entrata opposto dalle autorità federali all'islamista tedesco Pierre Vogel - invitato a parlare alla manifestazione di sabato sulla Piazza federale - Maizar ha detto che tale proibizione "gli ha fatto solo pubblicità, dal momento che ora può atteggiarsi a vittima".Pierre Vogel, intanto, intervistato dal "SonntagsBlick", ha dichiarato che le moschee non necessitano obbligatoriamente di un minareto. "Non si tratta di una parte essenziale per la nostra religione", ha affermato, precisando di essere contrario alla costruzione di simili elementi architettonici.Il denaro speso per i minareti andrebbe invece investito nella formazione dei ragazzi, per riportare per esempio giovani musulmani criminali sulla retta via. Per quanto lo riguarda, inoltre, egli non ha mai predicato l'odio e la violenza.
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