
La situazione dei giornali regionali romandi che avevano contratti con Publicitas, ora in fallimento, non è così catastrofica nell'immediato, come quella del Giornale del Popolo. Dovranno però far fronte a ingenti perdite. "Come tutti i giornali, siamo abbastanza sicuri che ci sono crediti di cui che non saranno pagati vista la priorità riservata agli editori" ha dichiarato Thierry Mauron, direttore generale del gruppo St-Paul, editore di La Liberté. È un brutto momento, ma il giornale non è a rischio. Attualmente St-Paul si è organizzato per non perdere gli inserzionisti nazionali. Il gruppo sta valutando anche se contestare il contratto di cessione dei crediti fra Publicitas e la società finanziaria lussemburghese Thalos. "A questo stadio, è troppo presto per valutare i danni", ha indicato Jacques Matthey, direttore generale di ArcInfo. Dipenderà dalla procedura di fallimento. La testata neocastellana non è minacciata, ma è urgente trovare soluzioni alternative perché la pubblicità assicura il 55% del fatturato. ESH Médias, che raggruppa La Côte, Le Nouvelliste e ArcInfo, aveva preso disposizioni per proteggere i suoi crediti e contesta formalmente l'accordo di cessione a Thalos. Publicitas ha debiti anche con il Journal du Jura "una somma che fa male, ma che è gestibile" secondo Martin Bürki, direttore di Gassmann Media, che pure intende attaccare l'accordo fra Publicitas e Thalos. "Adotteremo misure e agiremo in maniera coordinata con altri titoli", ha aggiunto. La situazione del Quotidien jurassien pare più precaria. La totalità degli spazi pubblicitari era affidata a Publicitas. "Una parte delle entrate pubblicitarie è stata versata a Publicitas ma non all'editore", ha spiegato Sébastien Voisard, in un'intervista rilasciata la settimana scorsa alla RTS. "Oggi il QJ non è in pericolo, ma dovremo trovare soluzioni per superare la fine del 2018".
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