
E' ufficiale: questa è la nuova composizione del Consiglio Federale.
Viola Amherd (PPD): 218 votiAlain Berset (PS): 214 votiUeli Maurer (UDC): 213 votiSimonetta Sommaruga (PS): 192 votiGuy Parmelin (UDC): 191 votiKarin Keller Sutter (PLR): 169 votiIgnazio Cassis (PLR): 145 votiCome da pronostico, i sette consiglieri federali uscenti sono stati oggi rieletti in Governo per i prossimi quattro anni. L'Assemblea federale ha infatti riconfermato tutti i ministri in carica al primo turno.
Ai Verdi non è quindi riuscito il tentativo di scalzare Ignazio Cassis dall'esecutivo con la candidatura di Regula Rytz. Salvo i socialisti, che hanno dichiarato di non voler votare per il consigliere federale del PLR, tutti gli altri partiti hanno rieletto i membri uscenti puntando sulla concordanza e l'equa rappresentanza delle regioni linguistiche in Governo.
Oltre alla riconferma di Cassis con 145 voti (a Rytz ne sono andati soltanto 82), spiccano le brillanti rielezioni dei consiglieri federali Viola Amherd, che ha ricevuto 218 voti su 244 schede distribuite, e Alain Berset, che ne ha ottenuti 214.
Anche altri tre consiglieri federali uscenti hanno conseguito da eccellenti a ottimi risultati personali: Ueli Maurer (213), Simonetta Sommaruga (192 voti) e Guy Parmelin (191). Durante la rielezione di Karin Keller-Sutter (a cui sono stati assegnati 169 voti), Marcel Dobler (PLR/SG) ne ha ottenuti 21 e 14 sono stati attribuiti a persone sparse, anche se nessuno attaccava il seggio della ministra di giustizia e polizia.
Soltanto in occasione della rielezione del ministro degli affari esteri esteri, v'è stata una vera suspense: oltre ai voti andati a Cassis e Rytz, 11 sono stati attribuiti a persone sparse e vi sono state sei schede bianche. Il liberale-radicale ticinese ha comodamente superato la maggioranza assoluta di 120 voti al primo turno.
Sin dalle prime dichiarazioni dei capigruppo stamane si è capito che il Parlamento volesse optare per la concordanza e per la stabilità politica della Svizzera. L'eccellente risultato di Ueli Maurer, il primo a essere sottoposto al verdetto delle due Camere riunite, ha poi condizionato il proseguimento delle altre rielezioni. Salvo il PS, i partiti governativi hanno mostrato che tenevano alla riconferma dei membri dell'Esecutivo in carica.
L'Assemblea federale ha quindi proceduto all'elezione del Cancelliere della Confederazione. L'unico candidato in lizza, l'uscente Walter Thurnherr proposto dal gruppo PPD, è stato rieletto con 219 voti.
Sommaruga presidente per il 2020, priorità sono clima e Europa
Dopo aver assistito alla cerimonia di giuramento dei consiglieri federali e del cancelliere, le Camere riunite hanno provveduto all'elezione della presidente della Confederazione per il 2020. Secondo il turnover, la carica spettava a Simonetta Sommaruga e quest'ultima è stata eletta con 186 voti. Si tratta della seconda volta che la socialista bernese accede alla presidenza. Il suo vice sarà Guy Parmelin (eletto con 168 voti).
Clima, Europa e solidarietà sono i temi che la bernese intende portare avanti durante il suo anno di presidenza. Con Sommaruga, il canton Berna sarà rappresentato per la ventiseiesima volta alla testa della Confederazione. L'ultimo a ricoprire la carica è stato Johann Schneider-Amman nel 2015.
A 59 anni, la bernese è la quinta donna a presiedere la Confederazione dopo Ruth Dreifuss (1999), Micheline Calmy-Rey (2007 e 2011), Doris Leuthard (2010 e 2016) e Eveline Widmer-Schlumpf (2012). I festeggiamenti sono previsti giovedì, e saranno effettuati assieme al presidente del Consiglio degli Stati Hans Stöckli, socialista e bernese come lei.
Nel suo discorso, Sommaruga ha sottolineato che le recenti elezioni federali hanno portato un'aria di cambiamento. Mai nella storia della Svizzera il Parlamento ha rappresentato così tante facce della Svizzera: donne, giovani, mamme. Per Sommaruga nei prossimi quattro anni ci dovranno per forza essere dei cambiamenti.
La presidente eletta ha detto di contare sulla collaborazione di tutti per trovare soluzioni nei vari dossier aperti, come sulla previdenza, la sicurezza, il clima e la politica europea. A tal proposito ha detto che è giunto il momento di "chiarire il nostro rapporto con l'Europa". "Le dobbiamo molto e le abbiamo dato molto".
Anche per il cambiamento climatico è ora di agire; le conseguenze concernono tutti, sia la popolazione rurale che quella urbana. Insomma, "più si aspetta e più fattura sarà salata". Per Sommaruga, quella appena iniziata dovrà dunque essere una "legislatura responsabile".
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