
Lo scorso 3 giugno in tutta la Svizzera è stato spento il segnale per il digitale terrestre, i suoi programmi televisivi possono dunque essere ricevuti solo via cavo, via internet o con il satellite. Oltre a concernere i cittadini svizzeri, la misura ha toccato anche diversi abitanti dei Paesi limitrofi al nostro, in particolare i frontalieri.
Come riporta il portale online Le Dauphiné, i frontalieri francesi non ci stanno e il 6 giugno scorso ha avuto luogo una riunione per considerare il ritorno delle trasmissioni RTS nella regione francese attorno a Ginevra. I membri del Forum d'Agglo (l'organo consultivo del progetto di agglomerazione della Grand Genève che riunisce francesi, ginevrini e vodesi) hanno infatti incontrato il direttore generale di RTS, Gilles Marchand.
Secondo il portale francese il ripristino dei programmi è possibile attraverso l'utilizzo di due canali disponibili sul digitale terrestre locale. Il costo dell'operazione ammonterebbe a circa 135mila franchi e sarebbe finanziata dal Groupement Local de Coopération Transfrontalière du Grand Genève. Nell'articolo si legge inoltre che questa misura potrebbe essere già accolta a inizio luglio.
Interrogata da Le Matin, la RTS non conferma: "Stiamo valutando l'ipotesi ma siamo ancora a uno stadio di discussione preliminare". Quello che però è certo è "che se dovessimo ritornare a trasmettere i nostri programmi all'estero, sarebbe una versione alleggerita del nostro palinsesto". Fuori dalle proprie frontiere, la SSR non può infatti in nessun caso trasmettere dei programmi di cui ha comprato i diritti per la Svizzera. Fra questi si contano le grandi manifestazioni sportive, i film e le serie tv.
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