
Un database contenente dati sanitari provenienti da centri privati per i test COVID-19 in diverse regioni della Svizzera è stato temporaneamente esposto a rischi di sicurezza. Lo ha accertato l'Incaricato federale della protezione dei dati e della trasparenza (IFPDT). Informati del problema, i responsabili della banca dati hanno reagito immediatamente con misure adeguate: il rischio per gli interessati è stato quindi ridotto al minimo, indica oggi l'IFPDT in una nota. Pertanto, la procedura si è conclusa senza raccomandazioni.
Problema di vulnerabilità
Nel novembre 2022 un privato aveva segnalato all’IFPDT e al Centro nazionale per la cibersicurezza (National Cyber Security Centre, NCSC) una falla nel controllo degli accessi alla banca dati in questione. A causa di una vulnerabilità nel server web, il privato aveva avuto accesso al database e aveva potuto scaricare una copia dei dati che esso conteneva. Il giorno stesso della segnalazione i responsabili avevano rimosso la banca dati dal server, trasferendola su un supporto dati fisico crittografato, precisa la nota. Nel corso degli accertamenti, l'IFPDT ha riscontrato diverse lacune nella sicurezza dei dati. Sulla base dei registri degli accessi, il medico responsabile dei centri per i test ha potuto dimostrare che nessun'altra persona non autorizzata ha avuto accesso ai dati. Le misure immediate adottate hanno inoltre escluso qualsiasi ulteriore rischio per gli interessati. A causa della componente internazionale del sistema, nell'ambito di una procedura di assistenza amministrativa l'IFPDT ha scambiato informazioni con diverse autorità, in particolare con quelle di Austria e Principato del Liechtenstein.

