
Ogni manifestazione non autorizzata a Berna da parte degli oppositori alle misure contro il coronavirus causa costi di polizia tra i 100mila e 200mila franchi. Ma in futuro queste spese potrebbero venire in parte accollate agli stessi dimostranti. È una possibilità prevista dalla nuova legge cantonale sulla polizia, entrata in vigore nel giugno 2020. Lo ha dichiarato ieri sera il direttore del Dipartimento bernese della sicurezza Philippe Müller a TeleBärn. Un articolo che il Tribunale federale ha dichiarato ammissibile.
Cosa prevede la nuova legislazione
In base alla nuova legislazione, i comuni possono addebitare all’organizzatore e ai manifestanti violenti costi fino a 10’000 franchi. Cifra che si alza fino ai 30’000 franchi nei casi particolarmente gravi. Secondo quanto dichiarato da Müller le condizioni per far pagare ai manifestanti le spese generate da queste manifestazioni sono soddisfatte. Ma spetta alla città di Berna decidere.
Forte dispiegamento di forze per manifestazioni non autorizzate
Per garantire la sicurezza pubblica, la polizia bernese ha sempre previsto un grande dispiegamento di forze, con diverse centinaia di agenti. Per le future manifestazioni il cantone sta pensando di chiedere rinforzi al concordato di polizia della Svizzera nord-occidentale. Nelle ultime settimane, ogni giovedì sera, centinaia di oppositori si sono riuniti nella capitale per manifestare il loro dissenso alle restrizioni. Manifestazioni che, tranne un’eccezione, non erano autorizzate dalle autorità cittadine. Spesso ci sono state delle violenze, tanto che la polizia ha dovuto usare ripetutamente cannoni ad acqua e proiettili di gomma per allontanare la folla.
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