
I ciclisti di meno di 14 anni non devono essere obbligati a portare il casco. Diversamente dal Consiglio degli Stati, il Nazionale ha respinto questa misura auspicata dal governo nel programma "Via sicura", inteso a rafforzare la sicurezza stradale. Riprendendo stamani l'esame di questo pacchetto di provvedimenti, con 128 voti contro 55, il plenum ha preferito attenersi al diritto in vigore, che non prevede alcuna regola concernente il casco per le bici. I deputati hanno preferito fare affidamento alla libertà individuale e alla responsabilità dei genitori. Attualmente, il 70% dei giovani ciclisti già porta un casco, hanno ricordato vari oratori. "Nessuno - ha ricordato inutilmente la ministra dei trasporti Doris Leuthard - contesta attualmente l'utilità della cintura di sicurezza, il cui porto è obbligatorio". Lo stesso dicasi per il casco per le bici, poiché non tutti agiscono sempre secondo le norme del buon senso, ha aggiunto. Il governo ha fissato il limite a 14 anni poiché è a partire da questa età che i giovani possono condurre ciclomotori. Alcuni deputati volevano che tutti i ciclisti portassero un casco. Tuttavia, il plenum non ha accolto questa proposta. Un obbligo del genere - ha rilevato Franziska Teuscher (Verdi/BE) - farebbe perdere l'attrattiva degli spostamenti in bicicletta. L'esame particolareggiato del programma "Via sicura" prosegue. L'obiettivo, adottato in giugno dagli Stati, è di ridurre di circa un quarto il numero di morti e feriti sulle strade svizzere. Varato dall'ex consigliere federale Moritz Leuenberger, questo pacchetto di misure è stato più volte riveduto. I provvedimenti più controversi sono stati abbandonati. ATS
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