
I CEO svizzeri sono sempre meno ottimisti sull'andamento dell'economia del nostro Paese.
Come rivela il consueto studio trimestrale di Deloitte, nel secondo trimestre del 2014 si diceva fiducioso l'80% degli intervistati, tre mesi dopo la percentuale era già scesa al 53% ed ora si attesta al 41%: un crollo verticale!
I CEO e i direttori finanziari sono anche poco propensi a rischiare: ben il 68% preferisce non avventurarsi in investimenti rischiosi, il 19% in più rispetto a tre mesi fa. È questo, secondo l'economista di Deloitte Michael Grampp, il dato più significativo.
A preoccupare i manager sono diversi fattori, a partire dall'aumento della regolamentazione statale. Laddove essa tocca il settore del lavoro, potrebbe secondo loro portare ad una carenza di lavoratori qualificati. Trovare gente adatta ai ruoli da svolgere sarà la maggior sfida del 2015.
Sono però le questioni geopolitiche al di fuori del paese a inquetare maggiormente gli intervistati.
Ovviamente, l'abolizione della soglia minima di cambio non potrà che aumentare l'incertezza, basti pensare che, sempre secondo lo studio, durante il mese di dicembre solo 3 dei 129 interpellati prevedevano un abbassamento del tasso di 1,20 nei dodici mesi seguenti.
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