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Consiglio nazionale
I CCL prevalgano sui salari minimi cantonali (con eccezioni)
©Chiara Zocchetti
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Ats
3 ore fa
Quei Cantoni che hanno fissato remunerazioni minime, potranno mantenerle - I futuri contratti collettivi di lavoro, inoltre, non potranno prevedere salari inferiori a quelli cantonali

Fermo restando il superamento del voto finale previsto per il 19 di giugno e un eventuale referendum, in futuro i salari minimi fissati nei contratti collettivi di lavoro (CCL) dichiarati di obbligatorietà generale dovranno prevalere su quelli stabiliti a livello cantonale. Tuttavia, quei Cantoni che hanno fissato remunerazioni minime, potranno mantenerle. I futuri CCL, inoltre, non potranno prevedere salari inferiori a quelli cantonali. Concretamente, Ginevra e Neuchâtel, che hanno già stabilito la prevalenza dei propri salari minimi cantonali, devono poter mantenere tale regime. Giura, Ticino e Basilea Città, che hanno anch'essi introdotto un salario minimo, non sono interessati poiché, nel loro caso, i CCL di applicazione obbligatoria hanno già la precedenza.

Le reticenze nel Legislativo

Le precisazioni aggiuntive sui salari minimi cantonali, inserite nella legge dal Consiglio degli Stati e fatte proprie oggi dal Nazionale, rappresentano un compromesso di fronte alle reticenze, nonché alle minacce di referendum da parte della sinistra, emerse nei due rami del Parlamento. Per una parte del Legislativo, infatti, è fuori luogo che salari minimi negoziati fra partner privati possano prevalere su quelli che sovente portano il «suggello» popolare, ossia sono stati approvati in votazione. Per i favorevoli, invece, la priorità dei CCL dichiarati di obbligatorietà generale è importante per contrastare la progressiva frammentazione delle condizioni di lavoro e proteggere il partenariato sociale dall'erosione.