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Svizzera
I casi aumentano, ma i test scarseggiano
Marco Jäggli
6 anni fa
Per il Presidente dell’Associazione dei laboratori medici in Svizzera i test attuali sono sufficienti al massimo per due settimane e ottenerne altri non è scontato

Dopo la scarsità di test dell’inizio pandemia, sono ormai diversi mesi che la quantità di tamponi effettuati aumenta costantemente, superando spesso la quota dei 10’000 test giornalieri. Secondo Willi Conrad, Presidente dell’Associazione dei laboratori medici in Svizzera, questo però potrebbe essere un problema: “Attualmente stiamo rapidamente esaurendo le scorte di tamponi, tamponi di cui siamo riusci a fare scorta durante la fase più tranquilla avvenuta in estate”. Il problema infatti, sottolinea Conrad nell’intervista rilasciata a 20 Minuten, è che tutti i materiali e i reagenti sono prodotti all’estero, e la Svizzera con i suoi 8 milioni di abitanti non può vincere la “battaglia globale” per accaparrarseli.

“Test per due settimane”

“Se le consegne rimangono le stesse e il numero di test continua ad aumentare come negli ultimi giorni”, spiega Conrad, “le scorte si esauriranno in dieci giorni o due settimane”. Infatti secondo l’esperto i singoli laboratori stanno già domandandosi a vicenda se ci sono ancora materiali in in magazzino, offrendosi anche di acquistarne qualcuno: “Il laboratorio Spiez ha il compito di organizzare la distribuzione dei beni fondamentali, ma l’umore nel gruppo di lavoro è tutt’altro che roseo”.

“Riservare i test a chi ne ha bisogno”

Secondo Conrad, a questo punto, se i test scarseggiano questi vanno riservati in particolare al personale infermieristico, ai pazienti negli ospedali e alla fascia a rischio. Per altri, invece, un test ha poco senso, in particolare: “Se qualcuno va in quarantena, in un modo o nell’altro per dieci giorni non rappresenta una minaccia per le altre persone”. Effettuare il test in quel caso dunque, per Conrad, non avrebbe particolarmente senso.

La risposta dell’UFSP
Jonas Montani, portavoce dell’UFSP, ha dichiarato sempre a 20 Minuten che la situazione è “tesa, ma non critica”, di essere in contatto con i fornitori per cercare soluzioni adeguate e che “il governo federale è in contatto regolare con i laboratori e osserva gli sviluppi in questo settore con grande attenzione”.

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