
I Cantoni universitari non hanno diritto al versamento di contributi di base della Confederazione per l'anno 2016. Il Tribunale amministrativo federale (TAF) ha respinto il ricorso presentato da Zurigo, Basilea Città e Campagna, poiché tale sovvenzione comporterebbe un doppio indennizzo.
Nel 2017, Zurigo e le due autorità basilesi hanno chiesto un contributo di 111 milioni, rispettivamente 72 milioni al Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR), ritenendo di non aver ricevuto i fondi per il 2016 a causa di una modifica legislativa.
Fino al 2016, infatti, i contributi di base per le università erano versati ogni anno dalla Confederazione per l'esercizio precedente. Con la nuova ordinanza concernente la legge sulla promozione e sul coordinamento del settore universitario svizzero (O-LPSU) - entrata in vigore il primo gennaio 2017 - i contributi sono versati nel corso dello stesso anno.
In una sentenza pubblicata oggi, i giudici di San Gallo hanno stabilito che i cantoni universitari hanno ricevuto ogni anno dei contributi di base da parte della Confederazione. Un versamento nel 2017 per l'anno 2016 equivale a pagare una doppia sovvenzione, sostiene il TAF.
Le Camera federali, aggiungono i giudici, non hanno sbloccato fondi a tal fine. Affinché i Cantoni universitari abbiano diritto a un secondo pagamento, essi avrebbero dovuto iscrivere le risorse corrispondenti nel budget o votare un credito speciale.
In base alle condizioni vigenti al momento della sentenza, i ricorrenti non hanno diritto al versamento di questi fondi, conclude il TAF. Tuttavia, le autorità cantonali possono ancora ricorrere al Tribunale federale.
(sentenza B-196/2018 del 27 maggio 2019)
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