
I cantoni dovranno - e non solo potranno - regolamentare il numero di medici autorizzati a praticare. Lo ha deciso oggi la Commissione della sanità (CSSS-S) del Consiglio degli Stati adeguandosi a quanto deciso dal Nazionale lo scorso settembre affrontando la riforma della legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal).
In una nota odierna dei servizi parlamentari, la CSSS-S ha rinunciato alla formulazione "potestativa", preferendole quella più incisiva della Camera del popolo. Durante il dibattito al Nazionale, il ministro della sanità Alain Berset aveva criticato l'obbligo fatto ai Cantoni di regolare il numero di dottori, giudicandolo contrario al federalismo.
La CSSS-S mantiene in ogni caso altre divergenze con la Camera del popolo: respinge il blocco obbligatorio delle autorizzazioni in caso di aumento dei costi superiore alla media in un campo di specializzazione medica poiché lo ritiene troppo restrittivo e, in determinati casi, addirittura controproducente e non vuole conferire agli assicuratori il diritto di impugnare "gli atti normativi cantonali sulla limitazione delle autorizzazioni a esercitare".
Per quanto concerne la vigilanza sui fornitori di prestazioni, la commissione ha ribadito all’unanimità che i Cantoni devono poter sanzionare anche il mancato adempimento degli obblighi in materia di qualità.
Il dossier verrà discusso durante la sessione invernale, ossia il prossimo dicembre.
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