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Svizzera
I Cantoni chiedono un organo di condotta paritetico
© Béatrice Devènes
© Béatrice Devènes
Keystone-ats
6 anni fa
La Conferenza dei governo cantonali auspica un miglioramento della cooperazione tra la Confederazione e i Cantoni.

Sulla base del primo rapporto intermedio del Consiglio federale riguardante la gestione della crisi pandemica tra febbraio e settembre, e benché tali risultati siano ancora provvisori, la Conferenza dei governo cantonali (CdC) auspica lo stesso un miglioramento della cooperazione tra la Confederazione e i Cantoni.

“Istituire un organismo politico paritetico”
In una nota diffusa oggi in tedesco e francese, suggerisce l’istituzione di un organismo politico paritetico. Tale istanza deve rispecchiare le diverse responsabilità degli attori in gioco in maniera adeguata. Questo forum deve occuparsi del coordinamento, analizzare la situazione a scadenze regolari ed elaborare le basi per decisioni veloci e chiare da parte del Consiglio federale e dei Cantoni. L’applicazione delle misure adottate dal Consiglio federale ha infatti posto i Cantoni di fronte a grosse sfide, si legge ancora nel comunicato. In particolare, i Cantoni sono stati coinvolti nelle decisioni solo all’ultimo momento.

“Difficoltà ad attuare provvedimenti”
Oltre ai tempi stretti, i Cantoni lamentano anche la difficoltà di attuare determinati provvedimenti, poiché le spiegazioni sulle ordinanze e sui rapporti esplicativi sono state pubblicate in ritardo. Insomma, tutto ciò ha creato insicurezza nell’interpretazione e messa in pratica. Secondo i governi cantonali, la Confederazione non ha sostenuto abbastanza le amministrazioni cantonali nell’applicazione dei provvedimenti stabiliti a livello federale.

La questione linguistica
I Cantoni, sottolinea ancora la nota, prendono inoltre atto delle difficoltà incontrate dalla Confederazione nel fornire documenti nelle tre lingue ufficiali, nonostante sia sua responsabilità mettere sullo stesso piano il francese, il tedesco e l’italiano e pubblicare le informazioni chiave in romancio. I Cantoni, dal canto loro, devono garantire una comunicazione chiara e coerente per spiegare perché alcune delle loro decisioni possono divergere.

“Piano pandemico 2018 lacunoso”
Il Piano pandemico svizzero del 2018 è inoltre lacunoso, secondo la CdC. La Confederazione e i Cantoni non hanno condotto alcuna esercitazione su vasta scala per preparare il lavoro degli organi di crisi e degli attori coinvolti; la pandemia è stata un’esercitazione in tempo reale. In stretta consultazione con i Cantoni, la Confederazione deve rivedere il piano e prevederne il monitoraggio, ad esempio garantendo l’operatività delle catene di approvvigionamento per le maschere di protezione. La legge sulle epidemie deve definire più chiaramente le competenze della Confederazione e dei Cantoni durante la situazione particolare, con responsabilità che ricadono su entrambi i livelli.

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