I Cantoni: “1’000 persone fino a fine anno”
La maggioranza dei Cantoni è favorevole a prorogare il limite fino al 31 dicembre. Lo ha annunciato oggi la Conferenza dei direttori cantonali della sanità
di Keystone-ATS/MJ
I Cantoni: “1’000 persone fino a fine anno”
© CdT/Gabriele Putzu

La maggioranza dei Cantoni è favorevole a prorogare fino al termine dell’anno il divieto di manifestazioni con più di 1000 persone, attualmente valido sino al 31 agosto. Lo ha annunciato oggi la Conferenza dei direttori cantonali della sanità (CDS). I responsabili della sanità sono dunque per continuare a regolamentare i grandi eventi, dato il crescente numero di infezioni da coronavirus, ormai tornato sui livelli di aprile. Tali appuntamenti potrebbero infatti contribuire in modo significativo a un ulteriore aumento dei contagi.

Situazione epidemiologica instabile
Uno degli argomenti a sostegno di una proroga è l’instabilità della situazione epidemiologica. Stando alla CDS, i mesi autunnali dovrebbero venir utilizzati per fare esperienza con manifestazioni che coinvolgono qualche centinaia di persone. Sulla base degli sviluppi, in novembre si prenderebbe poi una decisione sul prosieguo. Le alternative non convincono la conferenza. Ad esempio, la proposta del Consiglio federale di introdurre un obbligo di autorizzazione a livello cantonale causerebbe complessi problemi di esecuzione. I grandi eventi hanno di solito un carattere sovraregionale, fanno inoltre notare i direttori della sanità.

Verso una decisione federale?
Se il governo dovesse optare per tale obbligo di autorizzazione, la Confederazione dovrebbe stabilire le condizioni quadro in un’ordinanza e, insieme ai Cantoni e ai settori dello sport e della cultura, elaborare criteri uniformi e giuridicamente uguali in tutta la Svizzera. Così facendo si potrebbe garantire un’attuazione omogenea.

Sostegno agli ospedali
Le autorità sanitarie cantonali sono anche preoccupate per le perdite finanziarie accusate da ospedali e case di cura a causa della sospensione delle attività. La CDS si aspetta una regolamentazione equa e un sostegno parziale da parte di Berna. È poi necessario, prosegue, che queste strutture, su cui hanno gravato i costi aggiuntivi delle misure di protezione, siano remunerate in maniera da coprire le spese.

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