
I brevetti svizzeri saranno più attrattivi e la relativa legge adeguata agli standard internazionali. In particolare, le PMI e i singoli inventori dovranno seguire una procedura meno onerosa. Lo prevede una revisione legislativa adottata oggi definitivamente dal Consiglio degli Stati, che ha eliminato l'ultima divergenza con il Nazionale in merito al diritto di ricorso. Il dossier è pronto per le votazioni finali.
Cosa cambierà
Circa i ricorsi, le procedure saranno abbreviate e condurranno direttamente al Tribunale federale dei brevetti, senza una precedente procedura di opposizione all'Istituto federale della proprietà intellettuale (IPI). Le Camere hanno respinto il diritto di ricorso conferito alle associazioni previsto nel progetto di revisione; su questo aspetto l'ha spuntata il Consiglio degli Stati. I terzi potranno presentare ricorso contro i motivi di esclusione previsti. In linea di principio, tali ricorsi non avranno effetto sospensivo. A differenza del Consiglio nazionale, la Camera dei cantoni voleva che l'istanza di ricorso potesse concedere l'effetto sospensivo in casi eccezionali. Alla fine i "senatori" hanno ceduto adeguandosi oggi alla versione del Nazionale e dando via libera alla revisione.
I punti da risolvere
Attualmente la validità di un brevetto svizzero rimane incerta. A differenza degli uffici appositi di molti altri Paesi, l'IPI non esamina le novità e l'attività inventiva quando concede un brevetto. Non ha quindi grande valore, stando al Parlamento, secondo cui ottenere un brevetto europeo è invece più costoso, ciò che induce alcuni a rinunciare. Secondo il progetto di revisione, che risponde a una richiesta del Parlamento, l'IPI dovrà effettuare una ricerca sullo stato delle tecnica per ogni domanda. Per le PMI e i singoli inventori, in particolare, il brevetto sottoposto a un esame completo costituirà un'alternativa pratica e vantaggiosa, equivalente alla licenza europea.
Affossate le nuove regole per la successione PMI
Nulla da fare invece per il progetto governativo volto ad agevolare la trasmissione di piccole e medie imprese (PMI) per via successoria in seno alla famiglia. Il Consiglio degli Stati ne ha infatti bocciato oggi per la seconda volta l'entrata in materia, con 25 voti a 17 e 1 astensione. Malgrado il sostegno del Nazionale, il dossier è quindi liquidato. Non vi è alcuna necessità di regolamentazione, poiché nella stragrande maggioranza dei casi la trasmissione successoria di un'impresa avviene in modo consensuale, ha affermato Daniel Fässler (Centro/AI) a nome della commissione preparatoria, aggiungendo che spetta all'imprenditore disciplinare la propria successione.

