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"I bambini non si contagiano e non trasmettono il Covid"
"I bambini non si contagiano e non trasmettono il Covid"
"I bambini non si contagiano e non trasmettono il Covid"
Redazione
6 anni fa
Daniel Koch lo ha dichiarato più volte durante la Conferenza stampa a Berna. I temi principali sono stati turismo, mascherine e la questione dei bambini

Oggi è il primo giorno di allentamento delle misure. Negozi fai da te, parrucchieri, centri per la cura del corpo e altri hanno potuto alzare le serrande per ricominciare con le proprie attività. Alle 14.00 inizia la conferenza stampa da Berna in cui saranno presenti oltre a Daniel Koch dell'Ufficio federale della sanità pubblica anche Erik Jakob della Segreteria di Stato dell'economia(Seco), Markus Näf, Capo centro di gestione crisi del DFAE e il brigadiere Raynald Droz, responsabile dellos piegamento dell'Esercito durante l'emergenza Covid-19. 

È di questa mattina la notizia che riportavano le dichiarazioni un po' destabilizzanti di Daniel Koch. Stando a quest'ultimo infatti i nonni potrebbero abbracciare di nuovo i loro nipoti perché "oggi si può presumere con buona certezza che i bambini non siano i principali portatori del virus". Dalla Conferenza stampa dunque ci si aspetta anche un chiarimento in questo senso da parte del delegato dell'UFSP per il Covid-19.

15:06 - Fine conferenza stampa 

15:04 - D: "Confronto internazionale, mortalità nascosta?"R, Koch: "Dal punto di vista internazionale non è chiaro come si contano i morti e come si classificano. Anche da noi abbiamo delle differenze tra i Cantoni. È un interrogativo aperto, soprattutto per le case anziane. Quello che esiste nel confronto internazionale è di vedere il dato della sovra mortalità, cioè vedere quante persone muiono in più rispetto allo stesso lasso di tempo negli anni precedenti e questa sovramortalità in Svizzera si vede chiaramente". 

15:01 - D: "Abbiamo parlato di turismo estivo. Dipende anche se persone di altri paesi possano venire qui. Come si farà?"R, Jakob: "Tutto dipende da molti fattori. Vi sono degli studi internazionali che esaminano la questione e io penso che il turismo internazionale si risveglierà solo nel 2021 e lentamente e dipenderà dal fatto se i paesi riapriranno le frontiere". "Ma è molto difficile fare delle previsioni. Il turismo svizzero si sta sforzando per cercare di aumentare l'attrattiva degli svizzeri per dimostrare dove si possono passare delle vacanze tranquille in tutta sicurezza. Ritengo che i viaggi all'estero saranno da mettere da parte". 

15:00 - D: "La discussione di ieri a livello di turismo, la possibilità di incentivare le persone?"R, Jakob: "Ieri durante il vertice ci siamo concentrati di creare fiducia, non si è parlato di singole misure puntuali. Però il dibattito rimane aperto ma questo non è in prima linea. Si tratta di far aprire i battenti alle aziende turistiche e che insieme possano dare un'offerta nazionale in modo che le aziende possano sopravvivere"

14:57 - D: "Stamattina a Neuchâtel si faceva il punto della situazione e abbiamo studiato i primi 100 casi. Di questi si sapeva?"R, Koch: "Non conoscevo questa cifra ma lo si sa che la trasmissione è generalmente da persona a persona. È più probabile che ci si contagia con le persone che conosciamo ma ogni infezione arriva da una nuova parte, da un nuovo gruppo e questo rende la diffusione così importante. È impossibile limitare i contatti e certo tra una famiglia il rischio di contagiarsi è maggiore ma può succedere anche fuori". 

14:55 - D: "Se i bambini non trasmettono il virus perché non dare un piano di protezione anche per questo tema?"R, Koch: "Credo che i piano di protezione funzionino nei settori professionale ma un piano per la vita famigliare è strano, non penso porti un granché di risultati. L'importante è spiegare come si tramette il virus ed emanare delle raccomandazioni ma a tale scopo noi diciamo di evitare il mix generazionale, che le persone a rischio si facciano aiutare e l'unica cosa che abbiamo discusso sui bambini è che non sono vettori del virus". 

14:55 - D: Assembramenti. Dall'8 giugno forse si farà un allentamento?"R, Koch: "È davvero prematuro per poter speculare su questo punto. Noi considereremo l'evoluzione e noi ridiscuteremo le misure e noi adatteremo queste misure ma ora è troppo presto per dire come procederemo con gli assembramenti delle persone". 

14:54 - D: "Ci sono studi monologici a Ginevra che i bambin sono immuni quanto tanto gli adulti?"R, Koch: "Non dice questo. Per quello che ne so io sulla base del Signor Keiser è la questione dell'immunità. Non si sa ancora quando lo si è e bisogna capire quante persone sono immuni ma i bambini sono davvero pochi quelli testati a tale proposito". 

14:52 - D: "Sulla tracciabilità. Abbiamo la cifra magica dei 100 casi nuovi al giorno e ora sarebbe possibile ritracciare i contatti ma qual è lo stato della situazione?"R, Koch: "No, i Cantoni stanno preparandosi a questo tracciamento. Ci sono cantoni che hanno già iniziato a farlo a livello locale e sarà la Confederazione quando bisognerà ricominciare ovunque. Vista la differenza dei casi si può iniziare solo quando sarà possibile farlo". 

14:50 - D: "Ha parlato delle misure per garantire la qualità. Ma si è letto che ci sono dei difetti nelle mascherine ma oggi può dire che % di mascherine non è a norma?R, Näf: "Per le nostre mascherine sono tutte a norma perché facciamo i test a priori ma sul mercato in generale non abbiamo una panoramica delle mascherine utilizzate che non rispettino queste esigenze. Noi sappiamo che soprattutto in Cina che è il principale paese di produzione si fanno molti controlli". "Sì abbiamo respinto delle offerte perché non erano a norma. Diciamo che 1 su 10 non era a norma". 

14:48 - D: "Dall'Università di Berna dicono che vorrebbero produrre un vaccino da ottobre, è una speranza valida?"R, Koch: "C'è un gruppo di lavoro che si occupa a livello di confederazione dello sviluppo di questi vaccini e all'interno del gruppo è stato lanciato quel progetto. Io non ho un'opinione personale perché non conosco il prodotto in particolare". 

14:44 - D: "La farmacia dell'esercito è stata allertata di penuria di mascherine?"R, Näf: "La farmacia dell'esercito si occupava dell'approvvigionamento di altre apparecchiature. Ci sono 5 categorie che possono essere lì ordinate. Ci sono anche i guanti e i grembiuli di protezione e i disinfettanti come i farmaci o i kit dei test di laboratorio. La farmacia dell'esercito che ha un'autorizzazione per ricevere, ordinare e portare avanti ordini dei medicamenti e per questo motivo che su questa piattaforma si è puntato in questo modo, non è che si voleva aumentare l'allarme della situazione e naturalmente per l'UFSP c'erano già misure adottate". "Non ha mandato di approvvigionamento ma è un'organizzazione logistica sanitaria e questo mandato lo fa in maniera esaustiva. In questa organizzazione sono coinvolti: l'UFSP, la Farmacia dell'esercito e i servizi sanitari". "Dobbiamo garantire questi prodotti fino al 31 agosto". 

14:42 - D: "Ha parlato delle mascherine in tessuto, non raggiungono il livello di protezione voluto ma perché si tratta la questione lo stesso?"R, Näf: "Le mascherine in tessuto in base alla composizione non hanno lo stesso effetto come il tessuto-non-tessuto, perché dipende dalla composizione del tessuto utilizzato. La linea è quella di voler trovare dei tessuti che coprono al 50-70%". 

14:39 - D: "Ho sentito che ci sono discussioni per le distanze tra i bambini? Gli esami di maturità?"R, Koch: "Non esistono cose non chiare a livello epidemiologico, ma questi studenti lo possono contrarre e lo possono trasmettere ad altri. La prima domanda: i concetti di protezione verranno esaminati e regolamenteranno tanti elementi". 

14:37 - D: "Tempo fa aveva risposto No all'accudimento dei bambini da parte dei nonni, ma ora c'è contraddizione..."R, Koch: "Ora conosciamo meglio la materia e gli specialisti hanno approfondito la questione e hanno detto che i bambini non possono essere infettati. Oggi dico che si può avere un contatto fisico con i bambini piccoli perché non sono un pericolo ma non bisogna accudire i bambini perché comporta anche la presenza dei genitori e questo è importante evitarlo e bisogna evitare il mix delle generazioni". 

14:36 - D: "Perché fare queste dichiarazioni?"R, Koch: "Io mi baso sugli studi, è uno studio complesso quello a cui faccio riferimento e io mi sono messo in contatto con gli specialisti e loro sono infettivologi che lavorano negli ospedali che hanno tanto contatto con i bambini di Berna e di Zurigo. Il nostro compito è far si che le persone possano vedere chiaramente a che punto ci troviamo con le nostre strategie. Non c'è un metodo Koch, io parlo sempre con gli specialisti e so che mi posso fidare di loro".  

14:35 - D: "Lei ha detto che i bambini non si infettano ma perché allora a scuola bisogna mantenere le distanze?"R, Koch: "L'insegnamento scolastico. Sappiamo com'è la scuola e dopo la scuola dell'obbligo i bambini non sono così piccoli. Ma i bambini piccoli si infettano molto meno, il rischio è veramente basso". 

14:34 - D: "Può spiegare meglio le sue dichiarazioni?"R, Koch: "Sarebbe sbagliato per noi dire che i nonni non possono vedere i bambini. I piccoli bambini non sono un problema per i nonni". 

14:32 - D: "I nonni possono avere il virus, bisogna avere paura?"R, Koch: "Non bisogna avere paura. Naturalmente, sono i genitori che sono un pericolo per i nonni e se i genitori sono infettati e se già portano in sé stessi il virus che si moltiplica nel loro corpo non può uscire".

14:29 - D: "Nel caso in cui ci siano possibilità che i bambini vadano da soli fino ai nonni possono essere accuditi?"R, Koch: "I bambini non si infettano e non infettano e questo è comprovato dai primi studi e i bambini non hanno neanche i ricettori per essere infettati. Fino a quando è necessario bisogna evitare qualsiasi occasione per essere infettati, non sono i bambini che portano la malattia ma sono i genitori. I nonni, se fatto tutto in sicurezza, poi possono venire in contatto con i bambini". 

14:27 - D: "Si è reso conto che si potesse mettere a repentaglio la salute degli anziani?"R, Koch: "No, ma è perché i bambini non contagiano e non trasmettono il Covid. I bambini trasmettono solo rarissimamente e se sono stati contagiati è a causa dei genitori. Per i nonni è importante avere il contatto più stretto e noi non vogliamo impedire il contatto. Però bisogna dire e l'ho già detto prima che i nonni si occupino dell'accudimento dei piccolini perché porta a un contatto più stretto fra le generazioni". 

14:25 - D: "A Koch, sui nipoti e sui nonni. Vale in assoluto?"R, Koch: "Mi aspettavo la domanda. Non credo che si possa parlare di un concetto assoluto. I bambini non si contagiano e non trasmettono il Covid. Non ci sono dati che dicano che i bambini abbiano trasmesso il virus e non rappresentano un pericolo anche per i pazienti a rischio come i nonni. Quindi è legittimo che i nonni possano avere un contatto fisico con i nipotini ma, quando hanno 10 anni il rischio aumenta e con gli adolescenti il rischio sussiste. Il problema è se ora i nonni possono di nuovo prendersi cura dei bambini piccoli ma noi lo sconsigliamo perché questi bambini piccoli vengono portati dai genitori e noi vogliamo evitare questo mix generazionale". 

14:25 - Domande 

14:22 - Mascherine in stoffa Näf: "Quando portate una mascherina la dovete cambiare più volte e per questo le mascherine in stoffa sono necessarie perché si possono lavare e si possono tenere più a lungo". "Per le mascherine ci vuole una strategia duale per garantire l'approvvigionamento in Svizzera. Noi stiamo parlando con SwissMedTech perché le mascherine importante possano aumentare per importarne il maggior numero possibile". "Oggi per esempio per la Caritas abbiamo fatto una donazione per chi non può comprarle, abbiamo anche ampliato i contingenti nelle farmacie". "Questo è legato che anche le aziende acquistano le loro mascherine affinché in Svizzera sia possibile avere uno stock. Noi non forniamo le aziende e né i privati, noi facciamo in modo che le mascherine però siano a disposizione". 

14:14 - Acquisti di mascherineCapo centro di gestione crisi del DFAE, Markus Näf: "I tipi di maschere sono due: le mascherine igieniche che proteggono l'ambiente di chi la porta e sono naturalmente a norma, c'è la versione sterile che è quella che portano i chirurghi e poi abbiamo le mascherine FFP". "Le mascherine sono soprattutto per il sistema sanitario: abbiamo cinque misure per garantire la qualità. La prima è che ci siano certificati che noi possiamo verificare perché ci devono essere delle norme e noi lo facciamo nelle varie lingue del paese, ma qui la fiducia sta nel fatto che le autorità cinesi fanno tutto il possibile affinché solo i fornitori autorizzati fabbrichino le mascherine. In secondo luogo, noi per ogni offerta prima di entrare nei negoziati ci facciamo mandare dei campioni che analizziamo e per ora abbiamo verificato 15 modelli, il laboratorio ne ha analizzati una sessantina e poi ha analizzato il tessuto. Il laboratorio in Svizzera però fa un'analisi sulle componenti delle mascherine e naturalmente per l'efficacia della mascherina sono tre le cose importanti: il materiale, la forma della mascherina, come viene posizionata sul viso. Se la mascherina non copre bocca e naso serve a poco. Il terzo passo è che noi nella misura del possibile facciamo delle verifiche nelle fabbriche sul posto perché acquistiamo dei numeri ingenti delle mascherine ed è per questo motivo che noi preferiamo parlare con i produttori perché non è detto che la catena di produzione sia chiara a chi negozia. Poi, c'è la fase della fornitura. Se noi andiamo a prendere le mascherine a Shangai ci assicuriamo che in una paletta ci siano 15mila mascherine uguali, ora stiamo appunto verificando grazie a un team di verifica in loco. Questa settimana aspettiamo 20 milioni di mascherine, 400 palette che voleranno sugli aerei di Swiss e noi avremo bisogno di 5 camion con rimorchio per distribuirle. Poi faremo dei test per capire che le mascherine funzionino". "Le mascherine in stoffa: è possibile che vengano prodotte e che vadano bene. Noi lavoriamo con l'industria tessile per definire le raccomandazioni per la composizione della stoffa, che stoffa si utilizza perché la norma "normale" non è raggiungibile per cui ci vuole un tessuto particolare che non è lavabile e non è riutilizzabile (quella delle mascherine celesti) e dipende appunto dal tipo di stoffa e dev'essere anche a più strati. Qui è stata definita una raccomandazione". 

14:12 - Il settore è responsabileJakob: "Il settore deve sviluppare le misure di sicurezza. La Seco aiuterà ma è il settore che si occupa di gestire queste misure. Non si tratta solo di fare una promozione ma si tratta di sviluppare dei prodotti fatti per l'offerta e che tutto possa essere adattato alla situazione emergenziale". "Penso che in futuro per fare le vacanze da noi è fondamentale che le norme di sicurezza e di igiene vengano mantenute ma, come già detto, noi rimaniamo in dialogo con il settore del turismo e abbiamo fissato per il 24 maggio il secondo vertice per il turismo". "Previsto un crollo del 35%".

14:09 - Misure di appoggio per il turismoJakob: "Tre fasi di misure. La terza fase è quella di ripresa e ogni fase ha bisogno di misure. Per il lockdown bisognava assicurare i posti delle aziende ma adesso siamo nella fase di transizione, cioè capire le limitazioni. La fase di recupero che entrerà in funzione più tardi si promuoveranno gli investimenti per cercare di avere più domanda possibile". "Noi ci troviamo adesso nel passaggio alla fase 2 (transizione) ma ora non serve solo avere concetti di turismo per le regioni di montagna ma bisogna essere sintonizzati". 

14:03 - TurismoJakob: "Durante la conferenza di ieri abbiamo parlato di tutto: dalle strutture ai trasporti. Il turismo è importante dal punto di vista economico per la Svizzera è un settore che è trasversale con molti fornitori e con molti altri collegamenti, dai negozi di souvenir, alle strutture degli hotel, ai trasporti. È davvero trasversale". "È essenziale comunque capire cosa e come fare anche per una questione emotiva per i residenti, in vista anche della stagione estiva". "Il turismo è fortemente colpito, ai camping alle regioni di montagna e per il 2020 le cifre d'affari sono calate drasticamente. Questo settore potrà recuperare un po' nella fine del 2020 ma soprattutto nel 2021". "Bisogna portare avanti mandati di verifica, dopo l'11 maggio ci sarà una fase lunga, l'allentamento dev'essere guardato sotto la lente". L'obiettivo comune di ieri: "Dare una prospettiva per le imminenti vacanze estive in Svizzera rispettando le norme di sicurezza, il CF hanno un interesse vitale che tutto questo sia fattibile". "A luglio e agosto non rientreremo nella normalità ma per una volta le vacanze le potremo fare in Svizzera". 

14:00 - "Vedremo come andrà la tendenza"Koch: "Sono 103 i nuovi casi di COVID-19 diagnosticati in Svizzera". "Nelle due ultime settimane possiamo dire che le cifre stanno calando, vedremo come si evolverà nelle prossime settimane. È gratificante che siano morte meno persone". "Per vedere come va la tendenza sta andando abbiamo bisogno di tempo, quindi dovremo aspettare che le misure di allentamento facciano vedere la reazione ma comunque non ci possiamo permettere che i casi aumentino". 

14:00 - Inizio Conferenza stampa 

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