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Svizzera
Honduras: golpe; sospese numerose libertà costituzionali
Redazione
17 anni fa

In Honduras è vietato manifestare, fare riunioni e si può essere arrestati in via preventiva e senza dare gisutificazioni: sono alcune delle misure adottate dal Parlamento di Tegucicalpa dopo le manifestazioni di segno opposto che ieri avevano spaccato il paese anche se si erano svolte senza espisodi di violenza. Il Parlamento ha approvato la sospensione provvisoria di numerose libertà costituzionali per tutta la durata del coprifuoco, esteso fino al fine settimana. La "restrizione parziale" è stata proposta dal governo: autorizza a tenere persone in detenzione provvisoria per più di 24 ore e sospende garanzie come la libertà d'associazione e di riunione, così come il diritto alla libera circolazione. Ieri nella capitale migliaia di manifestanti si erano mobilitati per una marcia pro-Zelaya, mentre i sostenitori di Micheletti avevano sfilato nelle città di provincia. Tutte le manifestazioni si sono erano senza violenza, secondo quanto riportato dai media americani, in nome di un tentativo di "grande dialogo nazionale". Ma dopo l'abbozzo di apertura sono arrivate le decisioni di rinforzare il regime di coprifuoco e un attacco di Micheletti al presidente del Venezuela Hugo Chavez, accusato di essere la causa di tutti i mali del paese. E sul piano internazionale l'Honduras risulta sempre più isolato. Dopo il richiamo degli ambasciatori di Italia, Francia e Spagna avvenuto ieri, oggi è arrivato l'annuncio che tale provvedimento è stato deciso da tutti paesi dell'Ue, secondo quanto antcipato dal ministro degli esteri spagnolo Miguel Moratinos. "Tutte le ambasciate europee a Tegucicalpa - ha detto il ministro alla Radio nazionale spagnola (Rne) - hanno deciso di richiamare i rispettivi ambasciatori. Si tratta di Germania, Italia, Francia, Spagna e Commissione europea. Resteranno degli incaricati d'affari, ma non gli ambasciatori". Mentre continuano febbrili trattative sotterranee per evitare l'espulsione dall'Osa, promessa in caso di mancato rientro di Zelaya, Micheletti ha individuato il nemico in Hugo Chavez (che peraltro lo ha già gratificato della qualifica di capo di un "governo gorilla"). Parlando con i giornalisti a Tegucicalpa, Micheletti ha rabidito che è Chavez a soffiare sul fuoco in Honduras: "Ha avuto un chiaro e ben preciso ruolo nella situazione che sta vivendo l'Honduras in questo momento". ATS

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