
Dopo aver rotto il silenzio una settimana fa e aver annunciato di voler valutare una causa per ottenere un risarcimento dalla Confederazione, Oskar Holenweger rilancia: il banchiere privato sta riflettendo sulla possibilità di chiedere conto all'Autorità federale di vigilanza dei mercati finanziari (FINMA) e alla società di revisione KPMG. Già 48 ore dopo il suo arresto le autorità sapevano che nella sua banca privata Tempus non era stato riciclato denaro, sostiene Holenweger in un'intervista al domenicale "Sonntag". "C'era un rapporto scritto, stilato dalla KPMG, in cui si affermava che le uniche transazioni sospette erano quelle dell'agente infiltrato con lo pseudonimo 'Diemer', quindi le transazioni segrete del Ministero pubblico della Confederazione" (MPC). Tutti sapevano che non c'era sotto nulla: le autorità di perseguimento penale, la Commissione federale delle banche (CFB, ora FINMA) e gli incaricati dell'inchiesta presso la KPMG appositamente designati dalla CFB. Il problema è che le autorità hanno perso a più riprese l'occasione di uscire dal caso. Per Holenweger "il danno sarebbe stato minore per tutte le parti coinvolte". Lo scorso aprile, oltre sette anni dopo il suo arresto, il banchiere era stato assolto completamente dal Tribunale penale federale di Bellinzona. Il MPC lo accusava tra l'altro di aver riciclato denaro proveniente dal traffico di stupefacenti e di aver gestito conti in nero del gruppo industriale francese Alstom. ATS
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