
Ha inutilmente tentato di ricorrere al Tribunale federale (TF) per evitare l’espulsione ma non c’è stato nulla da fare. Un 60enne cittadino ghanese dovrà lasciare la Svizzera dopo che anche i giudici federali hanno confermato la revoca del suo permesso di domicilio, ottenuto nel 1996 grazie al matrimonio con una cittadina elvetica.
L’uomo, entrato illegalmente in Svizzera nel 1988, aveva divorziato dalla prima moglie nel 1999 e si era risposato in Ghana due anni più tardi. L’unione era durata fino al 2013 e l’oggi 60enne, indebitato e in assistenza, aveva più volte interessato la autorità penali zurighesi. Nell’ottobre del 2015 era stato condannato a 4 anni e mezzo di carcere per ripetuta infrazione alla legge federale sugli stupefacenti. Nel 2016 e nel 2018 era stato condannato a due riprese a 6 mersi di carcere, sempre per reati di droga.
A fine maggio 2017 le autorità zurighesi gli avevano revocato il permesso C e il caso era approdato in ultima istanza l TF, che si è espresso in merito lo scorso 14 dicembre. I giudici di Mon Repos hanno fatto presente che l’uomo, in Svizzera da più di 30 anni, non fosse per nulla integrato e, alla luce della grave condanna penale a suo carico, hanno ritenuto corretta la decisione di espellerlo in quanto pericoloso per la sicurezza pubblica. A nulla gli è valso far leva sui suoi problemi di salute, in particolare sulla sua pressione sanguigna alta che, qualora non venisse adeguatamente curata, a suo dire potrebbe causare un peggioramento del suo stato di salute.
Il ricorso è stato quindi respinto e il 60enne dovrà pure pagare 1'000 di spese giusiziarie.
(Sentenza 2C_881/2018)
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