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Svizzera
Hildebrand sempre più sotto pressione
Redazione
15 anni fa
Secondo la Welwoche il conto sul quale sono state effettuate le operazioni finanziarie sarebbe suo e non della moglie

Il presidente della Banca nazionale svizzera (BNS) Philipp Hildebrand è sempre più sotto pressione: secondo un'anticipazione della “Weltwoche”, il conto bancario attraverso il quale sono state effettuate transazioni sospette di dollari ed euro è intestato a suo nome e sarebbe stato lui stesso a compiere gli acquisti e le vendite di valute, non sua moglie, come finora sostenuto. Nella sua edizione di domani il settimanale pubblica un estratto del conto di Hildebrand presso la banca Sarasin. In esso sono documentate le transazioni, risalenti al 15 agosto, riguardo alle quali in dicembre l'allora presidente della Confederazione Micheline Calmy-Rey aveva chiesto una verifica. La BNS aveva indicato che l'operazione era stata effettuata dalla moglie di Hildebrand. Durante il controllo, allo scopo di accertare se le transazioni rispettavano il regolamento sulle operazioni private da parte dei membri della direzione dell'istituto, non erano stati rilevati “alcuna transazione sospetta” e “nessun abuso di informazioni privilegiate”. La “Weltwoche” afferma anche che tra marzo e ottobre 2011 Hildebrand avrebbe acquistato e rivenduto ripetutamente, attraverso il mercato delle divise Foreign Exchange (Forex), euro e dollari americani. Una delle transazioni in questione ammonterebbe a 1,1 milioni di dollari. Secondo il settimanale gli ordini per le compravendite sarebbero state impartite dallo stesso presidente della BNS. La “Weltwoche” cita anche l'acquisto di poco più di 504'000 dollari del 15 agosto, che i controllori incaricati dal Consiglio federale hanno dichiarato conforme al regolamento. Il 4 ottobre l'importo è stato rivenduto con un utile di 75'000 franchi. La BNS non ha voluto commentare all'ats le nuove rivelazioni. Anche uno di controllori, il direttore del Controllo federale delle finanze (CDF) Kurt Gräter, non ha voluto esprimersi in merito, affermando che con la consegna del rapporto sulle transazioni il suo mandato è ormai concluso. Il portavoce del Consiglio federale André Simonazzi ha dichiarato all'ats che tutte le operazioni degli Hildebrand sono state verificate e approvate, e che il governo ha espresso la sua fiducia al presidente della BNS. Del caso si occuperà ora la giustizia: un consulente della clientela della banca Sarasin ha sporto denuncia contro Hildebrand per insider trading, riferisce sempre la “Weltwoche”. Stando a quest'ultima si tratta dello stesso uomo che ha consegnato i documenti bancari a un avvocato vicino all'UDC. Secondo l'istituto privato a trasmettere le informazioni sarebbe invece stato un tecnico informatico. Questi si è presentato il 1. gennaio alla polizia cantonale di Zurigo e ha ammesso il furto. La procura zurighese non vuole prendere posizione in relazione alla vicenda, né su un eventuale procedimento contro possibili “whistleblower”, né sulla presunta denuncia contro Hildebrand. Una portavoce ha indicato all'ats che per tutta la giornata odierna non saranno fornite informazioni.ATS

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