Helsana: iniziati i rimborsi a chi non ne ha avuti
L’assicuratore malattie Helsana ha iniziato a rimborsare gli sconti che non sono stati concessi in modo uguale a tutti i clienti delle assicurazioni complementari.
Redazione
Helsana: iniziati i rimborsi a chi non ne ha avuti

L’assicuratore malattie Helsana ha iniziato a rimborsare gli sconti che non sono stati concessi in modo uguale a tutti i clienti delle assicurazioni complementari. La misura della società sangallese è una conseguenza di una decisione dell’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (FINMA) e di una sentenza del Tribunale federale (TF). “Alla luce di una sentenza del Tribunale federale della fine del 2019, alcuni sconti si sono rivelati troppo generosi rispetto ad altri”, ha detto oggi alla radio svizzerotedesca SRF il portavoce di Helsana Can Arikan. Ora si tratta di compensare questi svantaggi, ha aggiunto. L’ufficio stampa dell’assicuratore ha confermato le sue dichiarazioni a Keystone-ATS.

Secondo la società, 780’000 assicurati attuali e 230’000 ex assicurati dall’inizio dell’anno hanno iniziato a percepire i rimborsi. I pagamenti dovrebbero essere completati entro il primo semestre. Stando all’azienda, l’importo totale - nella traduzione letterale italiana di un’espressione tedesca ampiamente diffusa per designare decine di milioni di franchi - è “una somma consistente a due cifre, espressa in milioni di franchi”. Helsana non ha indicato gli importi esatti. Per i singoli assicurati, la somma rimborsata può variare ma rimane contenuta. Secondo l’assicurazione, c’è solo un caso individuale di un pagamento di 2000 franchi, che concerne un periodo di otto anni. In generale il versamento sarà molto più modesto.

Nel 2014 e 2015, la FINMA aveva raccolto dati per esaminare gli sconti collettivi concessi nel settore dell’assicurazione malattia complementare, che potevano raggiungere il 20%, e, in una decisione del 2016, era giunta alla conclusione che alcuni vantaggi non rispettavano le esigenze del diritto di sorveglianza. Tra l’altro l’autorità indicava che le riduzioni non possono creare disparità di trattamento significative e tecnicamente ingiustificabili fra gli assicurati.

Il Tribunale amministrativo federale (TAF) prima e il TF poi hanno dato ragione alla FINMA e respinto i ricorsi di Helsana, che invocava in particolare la libertà contrattuale ed economica.

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