
Il termine referendario contro il concordato di armonizzazione scolastica HarmoS è scaduto in Vallese senza che siano state registrate opposizioni. Il Vallese è dunque il sesto cantone elvetico ad aderire alla riforma. Per l'entrata in vigore di HarmoS nel 2014 è necessaria la partecipazione di almeno dieci cantoni. HarmoS prevede fra l'altro la scolarizzazione obbligatoria dei bambini dai 4 anni e l'apprendimento precoce di una lingua straniera. All'origine di svariati referendum nella Svizzera tedesca, l'UDC ha rinunciato ad intentare la procedura in Vallese. Referendum sono invece stati inoltrati a Lucerna, Turgovia, San Gallo, Grigioni, Zurigo e Nidwaldo. I lucernesi si pronunceranno al riguardo il 28 settembre. Dopo dibattiti appassionati, il Gran consiglio friburghese ha fatto a sua volta oggi un passo avanti in direzione di HarmoS: con una maggioranza di 51 voti contro 44, i deputati hanno deciso d'introdurre un secondo anno di scuola dell'infanzia - o asilo - obbligatorio per i bambini dai 4 anni. Le principali reticenze sono state sollevate dal carattere obbligatorio del provvedimento, "che costringerà bimbi in tenera età ad alzarsi il mattino per andare a scuola", si sono lamentati alcuni parlamentari in occasione della prima lettura. "Alle 9 del mattino la maggioranza dei bambini è più sveglia del deputato medio", ha ribattuto la parlamentare verde Christa Mutter. Timori analoghi relativi al carattere obbligatorio dell'innovazione erano sorti nel Giura in occasione del dibattito relativo a HarmoS. In questo cantone, il referendum contro la riforma non è riuscito a raccogliere il necessario numero di firme. Per l'introduzione del secondo anno di asilo, i deputati friburghesi hanno stanziato a favore dei comuni un importo di 60 milioni di franchi, superiore di 15 milioni al contributo proposto dal Consiglio di Stato. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

