
Il parlamento del canton Uri ha oggi detto sì con 40 voti contro 18 all'Accordo intercantonale sull'armonizzazione della scuola obbligatoria. In settembre toccherà ai cittadini recarsi alle urne e prendere una decisione definitiva. Il primo agosto il concordato HarmoS entrerà comunque in vigore nei cantoni che finora l'hanno approvato. All'inizio di aprile il Ticino era stato il decimo cantone ad approvare il concordato HarmoS, che entrerà in vigore anche nei cantoni Sciaffusa, Glarona, Vaud, Giura, Neuchâtel, Vallese, San Gallo, Zurigo, Ginevra. Cinque i cantoni che finora hanno deciso di non aderire: Grigioni, Lucerna, Nidvaldo, Turgovia e Svitto. Per loro non vi sarà nessun automatismo, ha osservato oggi durante una conferenza stampa a Berna Isabelle Chassot, presidente della Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE). Anche se la Confederazione può rendere obbligatorio a livello nazionale un Concordato sottoscritto da 18 cantoni, una decisione del genere dovrebbe essere verosimilmente richiesta da tutti i cantoni aderenti. Le relativa legge sarebbe inoltre sottoposta al referendum facoltativo. L'adesione del Ticino al Concordato HarmoS è un fatto simbolico, visto che il cantone non partecipava a quello del 1970, si è rallegrata Chassot, prima di presentare le prossime tappe. Dal primo agosto i cantoni che hanno aderito ad HarmoS avranno tempo fino al 2015 per adeguare le loro strutture scolastiche e uniformare gli standard di competenza, ha spiegato la Consigliera di Stato friburghese, precisando che in molti cantoni cambierà ben poco. In particolare si tratterà di armonizzare la durata della scuola obbligatoria, che ovunque dovrà essere pari a 11 anni e comprendere almeno due anni di scuola dell'infanzia, come già succede nella maggior parte dei cantoni. Un bambino che compie i quattro anni entro il 31 luglio inizierà la scuola nell'autunno dello stesso anno: sono comunque tuttora previste eccezioni su richiesta dei genitori. Inoltre la scuola obbligatoria sarà formata da otto anni di scuola primaria e tre di scuola secondaria. Ciò comporterà modifiche importanti in cinque cantoni, ha affermato il segretario generale della CDPE, Hans Ambühl. Per il Ticino è però prevista un'eccezione e il cantone potrà quindi mantenere la sua scuola media di quattro anni. Nel contempo verranno uniformati a livello nazionale gli obiettivi formativi in quattro settori: lingua locale, lingue straniere, scienze naturali e matematica. Ancora quest'anno la CDPE intende avviare una procedura di consultazione tra esperti. I programmi scolastici verranno invece adeguati nelle singole regioni linguistiche. Per le altre materie l'armonizzazione dovrebbe prendere ancora molto tempo. All'inizio dell'anno scolastico 2015/2016 la CDPE stilerà un bilancio e valuterà le necessità di intervento. L'offerta di strutture diurne e blocchi orari continuerà invece ad essere delegata ai cantoni, che con HarmoS si impegnano tuttavia a varare riforme pure in questo ambito. ATS
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