
Il Ticino è il decimo cantone ad aderire al Concordato HarmoS: il referendum contro l'Accordo intercantonale sull'armonizzazione della scuola obbligatoria è infatti fallito. HarmoS potrà ora entrare in vigore nei cantoni che l'hanno approvato: Sciaffusa, Glarona, Vaud, Giura, Neuchâtel, Vallese, San Gallo, Zurigo, Ginevra e Ticino. Il referendum - promosso dal movimento Il Noce del sindaco di Bellinzona Brenno Martignoni, dai Giovani UDC ticinesi e dal Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) - era stato lanciato dopo che il Gran Consiglio ticinese aveva dato il via libera alla riforma il 17 febbraio con 46 voti contro 16. Delle 7000 firme necessarie ne sono però state raccolte solo un migliaio, ha dichiarato oggi all'ATS Lara Filippini, presidente dei giovani democentristi ticinesi. La raccolta delle firme è fallita a causa "dello scarso interesse da parte dei cittadini verso un tema così delicato come la scuola". Dal canto suo, il Dipartimento ticinese dell'educazione, della cultura e dello sport ha "preso atto della mancata riuscita del referendum". Il Concordato non ha suscitato grandi dibattiti in Ticino, visto che con l'adesione non cambia molto: i bambini potranno ancora accedere all'asilo già a tre anni, la scuola elementare continuerà a durare cinque anni e "le medie" quattro. Finora quattro cantoni hanno respinto il Concordato: Grigioni, Lucerna, Nidvaldo e Turgovia. L'esito è ancora incerto a Friburgo e Zugo, dove il termine per inoltrare il referendum non è ancora scaduto, e a Berna, dove i cittadini saranno chiamati alle urne il 27 settembre. La Conferenza dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE) deciderà verosimilmente a inizio maggio quando HarmoS entrerà in vigore, ha dichiarato la portavoce Gabriela Fuchs. In seguito i cantoni che lo hanno accettato avranno sei anni di tempo per adattare le loro legislazioni scolastiche. Qualora fosse approvato da 18 cantoni, il Concordato potrà essere automaticamente esteso a tutta la Svizzera. Il gruppo UDC alle Camere federali vuole però scongiurare questa eventualità con un'iniziativa parlamentare che chiede di abolire dalla Costituzione la possibilità di rendere obbligatorio in tutto il Paese gli accordi intercantonali. Non è accettabile che a certi cantoni venga imposta la volontà di altri, sostiene l'UDC. In gennaio la Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale aveva dato ragione al partito di Toni Brunner, giudicando che questo principio è contrario allo spirito del federalismo. La Confederazione ha comunque un altro asso nella manica per far applicare HarmoS. Nell'articolo costituzionale sulla formazione, approvato dal popolo nel 2006, si legge: "Se gli sforzi di coordinamento non sfociano in un'armonizzazione del settore scolastico per quanto riguarda l'età d'inizio della scolarità (...), la Confederazione emana le norme necessarie". La CDPE si era già espressa in febbraio in favore di un'applicazione generale del Concordato. I direttori della pubblica educazione "puntano a una soluzione condivisa dai cantoni, che rispetti la loro sovranità in materia di istruzione". Il fatto che il decimo cantone ad approvare HarmoS sia il Ticino è fonte di grande soddisfazione, ha affermato oggi la direttrice del CDPE Isabelle Chassot. I favorevoli al Concordato sono sia i grandi sia i piccoli cantoni, rappresentanti delle tre regioni linguistiche. Ciò aiuterà a provare agli oppositori che l'accordo non è centralizzatore, ha commentato la consigliera di Stato friburghese. ATS
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