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Svizzera
"Hanno tentato di strozzare mio figlio"
"Hanno tentato di strozzare mio figlio"
"Hanno tentato di strozzare mio figlio"
Redazione
9 anni fa
Parla la madre del 12enne Boris, il ragazzino da 85'000 franchi al mese. "Piange e vuole tornare a casa"

Ha suscitato molto scalpore nel Canton Zurigo la vicenda del 12enne Boris Z., il ragazzino balzato suo malgrado agli onori della cronaca per gli alti costi per le sue terapie (vedi articolo suggerito). Il ragazzino, ricordiamo, in seguito alla decisione da parte dell'Autorità regionale di protezione zurighese (Kesb) era stato ricoverato dapprima presso il reparto di psichiatria dell’Ospedale universitario di Zurigo (dove necessitava di una sorveglianza 24 ore su 24 a causa del suo comportamento aggressivo) e in seguito presso la clinica psichiatrica universitaria di Basilea. Una soluzione che la madre e la terapeuta Sefika Garibovic avevano più volte contestato. Invano: il Kesb aveva optato per il trasferimento presso la struttura basilese per dimezzare i costi (da 85'000 franchi mensili a 43'000) e aveva escluso un ritorno a casa del ragazzino.

A parlare, ora, è la madre di Boris, Tatsiana Z., che al Blick ha voluto raccontare la loro storia. Tutto ha inizio nel 2008, quando i due arrivano in Svizzera e si stabiliscono nel Canton Zurigo. Boris inizia a mostrare i primi segni di aggressività già all’asilo (“non parlava tedesco”, evidenzia la madre). Il bambino viene trasferito in una scuola speciale, che dovrà poi lasciare per aver aggredito una psicologa. ”Non lo riconoscevo più, ha addirittura iniziato a fumare”.

Tatsiana e l’allora compagno nel 2016 si rivolgono alla fondazione argoviese Passaggio, ma la situazione non migliora. Un viaggio in carrozza in Francia e il trasferimento in una casa in compagnia di un’assistente sociale si rivelano un fallimento. Boris non ne vuole proprio sapere di rigar dritto.

Oggi, come detto, Boris è ricoverato presso la clinica psichiatrica di Basilea. Le casse comunali e cantonali sono state alleggerite di 42'000 franchi ma la madre lancia un grido d’allarme: “Mio figlio è ricoverato con criminali più grandi di lui. Uno di loro ha tentato di strozzarlo con una sciarpa”.

Addirittura si sarebbe rotto una gamba sbattendo contro una porta. Ma per ora il Kesb nicchia. “Ho visto mio figlio qualche giorno fa. Piangeva e voleva tornare a casa”, conclude la madre.

(Foto: Blick.ch)

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