
Il controverso direttore del Centro islamico di Ginevra Hani Ramadan, espulso sabato dalla Francia perché rappresenterebbe “una grave minaccia per l'ordine pubblico”, intende tornare nuovamente sul suolo francese e dal suo ufficio ginevrino attacca le decisione, frutto di “fraintendimenti”.
“Tutto si sistemerà – ha detto al Blick – Per ora il mio avvocato mi ha consigliato di non dire nulla”. Il legale dell’imam, infatti, sta lavorando a un ricorso di cinque pagine contro la decisione delle autorità francesi. “Non sono un terrorista o un simpatizzante dell’Isis”, si difende intanto il 57enne direttore del centro islamico di Ginevra.
Hani Ramadan, ricordiamo, è il fratello del più noto professore universitario Tariq Ramadan, dalle cui posizioni estreme aveva spesso dovuto distanziarsi. Ma anche lo stesso Hani era più volte finito al centro di numerose polemiche per diverse affermazioni sessiste: in una conferenza aveva definito le donne velate “perle in un’ostrica”, mentre le donne non velate “sono come le monete da un euro, che passano di mano in mano”.
Nell'ottobre del 2003 era stato invece licenziato da una scuola media di Meyrin (GE) a causa di un articolo pubblicato dal quotidiano francese Le Monde nel quale aveva difeso la lapidazione per punire l'adulterio e aveva lasciato intendere che l'Aids fosse una punizione divina. In seguito al licenziamento Ramadan aveva ricevuto un risarcimento da parte del Canton Ginevra di 250'000 franchi.
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