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Svizzera
"Ha vissuto illegalmente in Svizzera per 13 anni"
"Ha vissuto illegalmente in Svizzera per 13 anni"
"Ha vissuto illegalmente in Svizzera per 13 anni"
Redazione
8 anni fa
Il TF ha respinto il ricorso di un 36enne albanese. Rinviato 5 volte, dopo 20 anni dovrà lasciare la Svizzera

Avrebbe dovuto lasciare la Svizzera già 20 anni fa, ma in un modo o nell’altro era sempre riuscito a farla franca. Almeno fino a poche settimane fa, quando il Tribunale federale (TF) ha scritto la parola fine alla lunga e intricata vicenda giudiziaria di un 36enne cittadino albanese.

Stando a quanto emerso da una recente sentenza della suprema Corte federale, l’uomo era entrato in Svizzera nel 1999 e vi aveva soggiornato illegalmente per 6 anni nonostante ben cinque decisioni di rinvio (settembre 1999, agosto 2001, luglio 2002, ottobre 2003 e maggio 2011) e un divieto d’entrata di durata illimitata (2005) pronunciati a suo carico. Dopo aver lasciato il Paese nel 2005 vi era rientrato 6 anni più tardi, restandovi.

Durante i suoi anni di permanenza sul suolo elvetico il 36enne era stato condannato penalmente a più riprese: il 29 settembre 2003 a 13 mesi, il 7 marzo 2011 a 18 mesi e il 12 settembre 2013 a 3 anni di carcere sospesi. Tutte le condanne gli erano state comminate per infrazioni alla Legge federale sugli stranieri e alla Legge federale sugli stupefacenti. In carcere dall’ottobre 2015, il 28 settembre 2016 era nuovamente stato condannato per reati di droga a 30 mesi di carcere. 

Dal momento che nel 2012 era diventato padre di una bimba, l’uomo aveva chiesto alle autorità bernesi un permesso di dimora per ricongiungimento familiare, che gli era stato negato. La decisione era stata confermata su ricorso dal Tribunale amministrativo cantonale. La Corte aveva ritenuto che né un importante cardiopatia di cui l’uomo soffre da tempo (nel 2013 si rese necessario l’impianto di un defibrillatore automatico) né il decesso della madre della bimba fossero un ostacolo alla sua espulsione vista la sua pericolosità per la sicurezza pubblica.

Il 26 gennaio 2017 il 36enne aveva nuovamente chiesto un permesso di soggiorno, questa volta al Servizio della migrazione di Neuchâtel, ma anche in questo caso la risposta era stata negativa. Un successivo ricorso era stato respinto dal Tribunale cantonale neocastellano e, in ultima istanza, dal Tribunale federale.

Per la Corte federale l’uomo rappresenta una minaccia per la sicurezza e l’ordine pubblico e l’interesse pubblico nell’allontanarlo dalla Svizzera “prevale ampiamente su quello privato del ricorrente nel restarvi”.

(Sentenza 2C_1009/2018 del 30 gennaio 2019)

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