
Deve fare i conti con precetti esecutivi per 60'000 franchi, ma si appresta a diventare la responsabile dell'ufficio esecuzione pene e misure di Basilea Campagna: sta suscitando polemiche nella regione renana la vicenda di Sibel Arslan, 34enne granconsigliera nel vicino cantone di Basilea Città per il movimento "Basels starke Alternative" (BastA!), organizzazione che fa capo ai Verdi svizzeri. La "Basler Zeitung", che sabato ha fatto scoppiare il caso e che anche oggi riporta nuovi dettagli, sottolinea come il bando di concorso richiedesse diversi anni di esperienza dirigenziale nel settore sociale e della giustizia. Qualifiche di cui secondo il giornale Arslan non dispone. Giurista di formazione, Arslan è attualmente curatrice in ambito tutorio nel dipartimento socialità ed economia di Basilea Città guidato dal consigliere di stato socialista Christoph Brutschin. Nella nuova funzione a Liestal (BL) dovrebbe succedere a Gabi Mächler, ex granconsigliera PS. L'assunzione di Arslan avviene nel dipartimento sicurezza, che ha a capo il verde Isaac Reber. Ora è però emerso che la donna politica di origine curda è confrontata con vari precetti: 31'600 franchi sono richiesti dall'azienda Heineken, 5600 da un privato e 22'800 dalla società di carte di credito Viseca. Contro quest'ultima pretesa non è stata opposta opposizione e non è quindi escluso che si facciano avanti i funzionari per il pignoramento dei beni. Arslan era peraltro già assurta agli onori della cronaca nel 2013 per fatture fiscali non pagate. Intanto il caso è diventato politico ed è partita anche un'interrogazione UDC. Il giornale renano si chiede però se il partito non sia poco credibile, considerato che da parte sua aveva sostenuto a spada tratta Daniela Gaugler, la presidente del Gran consiglio di Basilea Campagna che in ottobre ha rassegnato le dimissioni dopo essere stata a sua volta messa sotto pressione per una vicenda di mancati pagamenti. Ieri il dossier è stato trattato anche dalla Commissione di giustizia del parlamento. Davanti ai deputati il segretario generale della dipartimento sicurezza ha fatto sapere che la fine dei procedimenti esecutivi in corso contro Arslan viene considerata una condizione necessaria affinché la donna possa assumere il nuovo incarico in seno all'amministrazione cantonale.
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