
Placcato dai parenti e allontanato dal funerale dello zio. Il surreale episodio si è verificato nel luglio del 2016 cappella a Riddes, nel Canton Vallese, e si è trascinato fino al Tribunale federale di Losanna.
Il protagonista della vicenda è un cittadino vodese presentatosi al funerale dello zio, che non vedeva da una quindicina di anni. Il prete stava ripercorrendo la vita del defunto, un ricco industriale polacco spentosi all’età di 96 anni, quando il nipote lo aveva interrotto in due occasioni per ricordare ai presenti che la società di famiglia era stata creata anche grazie all’aiuto di suo padre, morto diversi anni prima, che aveva venduto l’auto di famiglia, nientemeno che l’ultima Mercedes di Adolf Hitler.
I due fratelli, molto legati e attivi contro gli occupanti nazisti durante la Seconda Guerra mondiale, avevano acquistato la vettura decappottabile che il Führer voleva regalare al dittatore spagnolo Francisco Franco per 5'000 franchi alla fine del conflitto. A differenza dei loro discendenti, i due erano rimasti molto legati durante tutta la loro vita.
Il nipote del defunto era stato dapprima invitato a tacere dagli invitati. Complice anche i rapporti molto tesi tra le famiglie, la situazione era rapidamente degenerata e l'uomo era stato addirittura placcato da alcuni invitati e portato fuori di peso dalla cappella. Due agenti di polizia intervenuti sul posto gli avevano impedito di rientrare nella cappella. Uno dei figli del defunto lo aveva in seguito denunciato.
Per questo motivo il 28 marzo 2017 il Tribunale distrettuale di Martigny e St-Maurice lo aveva riconosciuto colpevole di turbamento della pace dei defunti e condannato a una pena pecuniaria di 10 aliquote giornaliere da 60 franchi sospesa condizionalmente per due anni.
Il nipote, che si era sempre difeso sostenendo di non aver insultato nessuno e affermando che lo zio sarebbe stato contento del suo intervento, aveva ricorso fino al Tribunale federale per contestare la condanna, ma senza successo. Con sentenza dell’11 giugno scorso il giudici di Mon Repos hanno infatti respinto il suo ricorso, ponendo a suo carico anche 3'000 franchi di spese giudiziarie.
(Sentenza 6B_515/2019 dell'11 giugno 2019)
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