
Analizzando documenti e testimonianze, Le Temps ha indagato sulla coppia sotto inchiesta per la tragedia di Capodanno al «Constellation». «Hanno debiti per oltre 4 milioni di franchi», qui l'articolo completo.

Analizzando documenti e testimonianze, Le Temps ha indagato sulla coppia sotto inchiesta per la tragedia di Capodanno al «Constellation». «Hanno debiti per oltre 4 milioni di franchi», qui l'articolo completo.
Jacques Moretti è detenuto in custodia cautelare nel carcere di Iles, a Sion. Un amico della coppia – riferisce Le Temps – si sarebbe offerto di pagare la cauzione di 200.000 franchi se il Tribunale delle misure coercitive stabilirà che la cifra proposta dal Ministero pubblico vallesano è adeguata. A quel punto, il gestore del Constellation potrebbe essere rilasciato, con misure sostitutive alla detenzione in carcere, compreso il braccialetto elettronico.
Un'indiscrezione confermata dall'AGI, l'Agenzia Giornalistica italiana, la quale sostiene di avere visionato gli atti dell’inchiesta. «Un amico della coppia di gestori del locale si è offerto di pagare la cauzione di 200 mila franchi per Jacques Moretti, attualmente in carcere, per dargli la possibilità di tornare libero». L'AGI riporta il testo della mail «inviata dai legali di Moretti alla procuratrice Béatrice Pilloud»: «Signora Procuratore Generale Aggiunto, Le scrivo in riferimento alla procedura sopra menzionata, in particolare alla decisione del Tribunale per la Custodia Preliminare del 12 gennaio 2026. Le scrivo per informarla che un caro amico del mio cliente, nonché di sua moglie, ha accettato di versare un deposito cauzionale per conto del mio cliente. Data la copertura mediatica di questo caso, chiedo che venga garantita una misura di protezione e il rigoroso anonimato per questa persona. Infatti, come avrà senza dubbio notato, si stanno verificando numerose fughe di notizie sulla stampa locale e internazionale riguardanti informazioni contenute esclusivamente nel fascicolo penale. Mi riferisco in particolare alle dichiarazioni rilasciate dal mio cliente, che compaiono solo nella sua dichiarazione ufficiale e sono state riportate integralmente dai giornalisti. È quindi evidente che le persone che hanno accesso al fascicolo del caso lo trasmettono regolarmente alla stampa».
Dopo un 2025 già turbolento Guy Parmelin era preparato al fatto che molte cose non sarebbero state pianificabili durante il suo anno presidenza: ma è inconcepibile che l'«impossibile» si sia verificato già dopo un'ora e mezza, ha detto ieri sera nel suo intervento al tradizionale incontro della sezione UDC zurighese all'Albisgüetli.
«La tragedia di Crans-Montana ci mostra in modo crudo quanto la vita possa essere imprevedibile, incerta e vulnerabile», ha affermato il 66.enne, aggiungendo che i suoi pensieri sono ancora oggi rivolti alle numerose persone colpite, ai morti, ai feriti e alle loro famiglie. «Le conseguenze ci accompagneranno ancora per molto tempo».
A suo avviso eventi come questo dimostrano però anche che la Svizzera sa restare unita nelle situazioni difficili, nonostante le differenze sociali e politiche. «La grande solidarietà dimostrata all'interno del Paese, ma anche da altri Stati, mi ha profondamente colpito», ha sottolineato il presidente della Confederazione. Un evento del genere insegna all'uomo politico a rimanere flessibile e pragmatico. «I nostri piani, programmi e progetti possono essere stravolti da un giorno all'altro».
L'evento dell'UDC è stato molto ben frequentato. Erano fra l'altro presenti l'ex consigliere federale Christoph Blocher, che per una volta non ha però preso la parola nella manifestazione di cui è sempre stato il mattatore, il presidente nazionale Marcel Dettling, il capogruppo Thomas Aeschi e tanti altri consiglieri nazionali e agli stati. Assente, ma scusato, era invece il consigliere federale Albert Rösti, che da una settimana soffre di influenza intestinale.