
La chiusura della linea ferroviaria del San Gottardo a causa della frana di Gurtnellen (UR) non ha causato la temuta valanga di camion attraverso la galleria autostradale del San Gottardo: l'Ufficio federale delle strade (Ustra) ha constatato un aumento del 5-10%, circa 200 autocarri in più al giorno. Più difficile è per contro diventato il trasporto di prodotti pericolosi. Tali trasporti sono vietati nella galleria stradale e il transito sul passo è impossibile per i semirimorchi, rammenta Thomas Rohrbach, portavoce dell'Ustra, interpellato oggi dall'ats. Anche il trasporto dell'ossigeno verso gli ospedali ticinesi è problematico. L'Ustra sta cercando soluzioni, ha aggiunto Rohrbach, senza fornire precisazioni. Se i prodotti pericolosi sono una merce abituale per le Ferrovie, più delicato è il trasporto su gomma. Alcuni di essi possono infatti causare esplosioni. Il transito attraverso la galleria richiede la sua chiusura per gli altri utenti, spiega Rohrbach. Il convoglio è accompagnato dalla polizia e i pompieri devono essere pronti a intervenire. Una chiusura notturna potrebbe dunque essere una soluzione, aggiunge il portavoce. Se le FFS riapriranno la linea ferroviaria il 2 luglio come previsto, gli inconvenienti dovrebbero restare limitati, ritiene il portavoce dell'Ustra. Oggi continuano i lavori di sgombero a Gurtnellen dopo il brillamento che ha fatto franare verso la ferrovia circa 2500 metri cubici di roccia pericolante. Dopo l'esplosione, occorre staccare a mano frammenti di roccia instabili ancora attaccati alla parete. Reti di protezione saranno in seguito installate per garantire la sicurezza degli operai. Solo allora potranno cominciare i lavori di riparazione della linea, rileva Ginsig. I binari, la linea di contatto e la segnaletica danneggiati dovranno essere sostituiti e testati prima che si possa di nuovo dare via libera ai treni. Le mine fatte esplodere ieri non hanno causato ulteriori danni, assicura Ginsig. ATS
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