
Con l'avvicinarsi della stagione estiva il settore turistico svizzero si prepara a fare i conti con una possibile flessione degli arrivi dai paesi del Golfo Persico, una clientela caratterizzata storicamente dal suo forte potere d'acquisto. L'instabilità geopolitica e la riduzione dei voli intercontinentali stanno già mostrando i primi effetti, con ricadute particolarmente evidenti in alcune regioni chiave della Confederazione.
Contrazione delle prenotazioni
"A breve termine, questa situazione sta causando una contrazione delle prenotazioni", afferma Christian Hürlimann, direttore di HotellerieSuisse, in dichiarazioni raccolte dall'agenzia Awp. "Il fenomeno non riguarda solo i viaggiatori provenienti dal Golfo, ma anche coloro che arrivano da altri mercati lontani, come alcune zone dell'Asia o l'Australia, che di solito transitano attraverso gli hub del Golfo per raggiungere la Svizzera", aggiunge l'operatore dell'associazione degli albergatori.
Drastica riduzione dell'offerta di collegamenti
La quasi totale sospensione delle operazioni delle principali compagnie aeree della regione ha drasticamente ridotto l'offerta di collegamenti, con ripercussioni anche sui prezzi. A titolo d'esempio Swiss ha recentemente comunicato di aspettarsi un aumento delle tariffe per i voli verso l'Asia nel breve periodo.
"Prevediamo una diminuzione temporanea del numero di clienti dai mercati lontani, poiché i conflitti e le tensioni geopolitiche frenano generalmente la voglia di viaggiare", aggiunge Hürlimann. "Questo potrebbe essere particolarmente percepibile nei settori e negli esercizi dove i turisti del Medio Oriente rivestono tradizionalmente un ruolo importante".
Le regioni svizzere più esposte
In Svizzera le regioni più esposte sono Ginevra e l'Oberland bernese, mete particolarmente apprezzate dai viaggiatori dei sei stati arabi che si affacciano sul Golfo Persico. "In alcune destinazioni e strutture si stanno già registrando le prime cancellazioni; l'entità finale di queste ripercussioni dipenderà fortemente dalla durata dell'attuale situazione e dall'evoluzione dei collegamenti internazionali", spiega Hürlimann.
Probabile flessione dei viaggi a lungo raggio
Sebbene sia ancora troppo presto per una valutazione definitiva, anche Svizzera Turismo mostra cautela. "Prevediamo un'alta stagione più moderata per quanto riguarda gli arrivi dai Paesi del Golfo e da alcune regioni dell'Asia", afferma una portavoce dell'organizzazione di promozione turistica. "I mercati asiatici, fortemente dipendenti dagli hub del Golfo e sensibili alle questioni di sicurezza, sono particolarmente colpiti. È probabile una flessione dei viaggi a lungo raggio".
Una clientela importante
L'importanza di questa clientela appare evidente se si si considera i dati: nel 2025 gli ospiti dei paesi del Golfo hanno generato 813'700 pernottamenti, pari all'1,9% del totale, secondo l'Ufficio federale di statistica (UST). Ma il loro vero valore risiede nell'elevata capacità di spesa: con una media di 400 franchi al giorno a persona contribuiscono all'economia locale in modo ben superiore alla media generale di 187 franchi. Quasi un terzo di loro soggiorna in hotel a cinque stelle, contro solo l'8% del totale dei visitatori.
Perdita difficile da compensare
"È difficile compensare interamente la perdita di questi segmenti di clientela", ammette Hürlimann, che invita comunque le strutture ricettive a valutare la possibilità di "puntare su nuovi segmenti di clientela o su mercati di origine alternativi". L'esperto trae peraltro spunto dalle esperienze passate: "La lezione appresa dalle precedenti crisi geopolitiche è che la maggior parte dei mercati turistici, compresi quelli lontani come il Medio Oriente, spesso si riprendono relativamente in fretta una volta che la situazione si è calmata", conclude.

