
Arruolarsi quale guardia svizzera al servizio del Papa non comporta l'esonero dalla tassa militare o dai corsi di ripetizione. Il Consiglio federale rileva che la protezione del Pontefice non può essere considerata alla stregua del servizio militare svolto in Svizzera. Nella risposta pubblicata oggi a una domanda del consigliere nazionale Jean-Noël Rey (PS/VS), il governo ricorda che un soldato della Guardia pontificia riceve un congedo per l'estero. I corsi di ripetizione annuali sono per questo motivo rinviati per tutto il periodo in cui questa persona è attiva a Roma. Per i corsi rinviati deve versare la tassa; una volta ricuperati ha diritto alla restituzione della somma versata. Il Consiglio federale riconosce "il compito fatto di onori e oneri della Guardia svizzera". I membri di quest'ultima sono tuttavia subordinati al sovrano pontificio, ossia a un capo di Stato straniero. I membri della Guardia svizzera non compiono dunque alcun servizio militare ai sensi del diritto svizzero. "Le guardie sono così trattate non come militi in missione speciale all'estero, bensì - a giusto titolo - come tutti gli altri Svizzeri attivi all'estero", osserva ancora l'esecutivo. ATS
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