
Johann Schneider-Ammann difende la decisione del governo di non integrare l'UDC nel gruppo di lavoro sull'attuazione dell'iniziativa contro l'immigrazione di massa. Il dossier è ora di competenza del Consiglio federale, spiega il ministro dell'economia in un'intervista pubblicata oggi dalla "SonntagsZeitung". "Il lavoro principale sarà effettuato dal gruppo di esperti, ma i promotori dell'iniziativa saranno consultati", afferma Schneider-Ammann. L'applicazione del testo approvato in votazione è solo agli inizi, secondo il consigliere federale, ed è dunque troppo presto per speculare sui dettagli. Trovare una soluzione che consenta di attuare l'iniziativa tenendo conto della libera circolazione delle persone, così da garantire gli accordi bilaterali, è "un compito molto difficile", una sorta di "quadratura del cerchio", aggiunge. Interrogato sull'eventuale volontà di compromesso dei promotori affinché siano mantenuti i bilaterali, il ministro risponde di essere convinto che il processo di attuazione "influenzerà il modo di pensare di tutti, anche quello degli iniziativisti". Dopo il "sì" popolare del 9 febbraio scorso, dobbiamo attenderci "a un certo rallentamento dell'economia", secondo Schneider-Ammann, poiché a suo avviso non c'è crescita duratura senza immigrazione. In un'intervista alla "NZZ am Sonntag", il direttore dell'Unione svizzera delle arti e mestieri (Usam), Hans-Ulrich Bigler, lancia da parte sua un appello a una "giusta ripartizione dei contingenti". Egli teme che le grandi industrie, come quelle farmaceutiche, vengano favorite, a scapito del settore delle costruzioni o alberghiero.
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