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Svizzera
Gruppi parlamentari preoccupati da elettricità, esercito e mercati
Redazione
18 anni fa

La prevista impennata dei prezzi dell'elettricità preoccupa sia a sinistra sia a destra. I gruppi del PLR e del PS alle Camere federali hanno chiesto oggi un dibattito urgente per far luce sulla questione. Socialisti e UDC attirano inoltre l'attenzione sulle possibili conseguenze delle turbolenze dei mercati finanziari sull'economia svizzera. Fa discutere anche la crisi dell'esercito. I cittadini hanno il diritto di sapere perché il prezzo dell'elettricità aumenterà fino al 20%, ha comunicato il gruppo radicale. Il rincaro avrà pesanti ripercussioni sui privati e sulle imprese, oltre che sulla congiuntura e sui posti di lavoro. Per questo il PLR chiede al Consiglio federale di giustificare l'aumento: in particolare il governo dovrebbe spiegare l'impatto della penuria energetica e della liberalizzazione parziale del mercato tariffario. Da parte sua il gruppo socialista ha auspicato un blocco delle tariffe dell'elettricità finché la Commissione federale dell'elettricità (ElCom) non si sarà pronunciata sulla legittimità di questi rialzi. Il PS ha anche invitato il Consiglio federale a proporre possibili misure per sostenere la congiuntura svizzera. La crisi dei mercati finanziari minaccia di colpire con un "effetto domino" anche l'economia reale, sostengono i socialisti chiedendo un dibattito urgente in parlamento anche su questo tema. Pure secondo l'UDC la Svizzera è toccata direttamente dalle turbolenze dei mercati finanziari. Le esportazioni elvetiche sono inoltre minacciate dal rafforzamento del franco nei confronti del dollaro. I democentristi chiedono perciò alla Confederazione di reagire, riducendo il budget 2009 di almeno 700 milioni di franchi e limitando al 2% l'aumento delle spese. Il governo dovrebbe inoltre presentare al parlamento il riesame dei compiti della Confederazione e un relativo programma di alleggerimento 2010-2011. I socialisti e i Verdi chiedono infine un dibattito urgente sull'esercito. Secondo il PS le forze armate hanno bisogno di una strategia basata sui rischi reali. Il Dipartimento federale della difesa dovrebbe inoltre chiedersi se non sia il caso di puntare su un esercito di volontari e rinunciare dunque al servizio obbligatorio. Una posizione sostenuta anche dai Verdi, che respingono il programma di armamento 2008 e chiedono una moratoria sull'armamento per tutta la legislatura in corso. Di parere diametralmente opposto invece il gruppo PPD/Evangelici e Verdi liberali, che hanno confermato il loro sostegno al programma di armamento: essi voteranno perciò l'entrata in materia quando il consigliere federale Samuel Schmid lo presenterà la settimana prossima alle Camere. L'esercito deve disporre dei mezzi e i sistemi necessari per svolgere la sua funzione, indica una nota del gruppo, che si rifiuta di stabilire un legame tra le questioni personali e i dossier politici. ATS

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