
Mentre in Ticino che chi tesse le lodi della dedizione al lavoro degli asilanti (vedi articolo suggerito), nei Grigioni si inizia a tracciare il bilancio dei primi due anni di vita del progetto cantonale volto a migliorare l'integrazione dei richiedenti d'asilo.
Come riportato dalla RSI, il progetto mette l'accento in particolare sulla conoscenza della lingua e della cultura locali, così da favorire l'ingresso nel mondo del lavoro. Il Cantone offre la possibilità ai richiedenti d'asilo di lavorare già dopo tre mesi, accumulando esperienza utile e favorendo così una successiva assunzione.
A chi li assume è concesso di versar loro per un periodo limitato anche un salario inferiore al minimo previsto, a condizione di offrire una formazione professionale unita a una formazione linguistica.Il tasso di occupazione di chi è ammesso provvisoriamente in Svizzera è inferiore al 30%, ma nei Grigioni è mediamente pari al 40%, un segnale, questo, dell'efficacia del programma cantonale.
Nel 2015, 1'886 persone provenienti da paesi UE o terzi sono giunte nei Grigioni per lavorare, 778 hanno invece potuto approfittare di un ricongiungimento famigliare e 315 sono stati i richiedenti d'asilo beneficiari di una decisione positiva.
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