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Svizzera
Grigioni, ecco il piano d'azione del Governo contro la criminalità organizzata
© Polizia cantonale Grigioni/archivio
© Polizia cantonale Grigioni/archivio
Ats
5 ore fa
Una perizia esterna dovrà fungere da base e indicare misure destinate alle autorità, all'economia e alla società

Il Governo grigionese intende contrastare la criminalità organizzata con un piano d'azione e una perizia. La decisione fa seguito a un intervento parlamentare in Gran Consiglio. Per quanto riguarda i permessi di soggiorno, ritiene invece che le misure già in vigore siano sufficienti.

Lo ha indicato il Governo nella risposta pubblicata oggi ad un intervento parlamentare di Sandra Maissen (Centro) che chiedeva un'azione vincolante e verificabile per lottare contro la criminalità organizzata. Una perizia esterna dovrà fungere da base e indicare misure destinate alle autorità, all'economia e alla società.

Il Governo ritiene già soddisfatte due delle quattro richieste del Parlamento. Esiste infatti già una procedura vincolante per verificare le procedure in materia di diritto degli stranieri in altri Cantoni. Gli attuali meccanismi di informazione e controllo si sarebbero dimostrati efficaci.

Anche la richiesta di un vero e proprio controllo di sicurezza per il rilascio dei permessi è già stata attuata. Le possibilità di controllo consentite dalla legge vengono sfruttate sistematicamente. Per i cittadini di Paesi terzi viene di norma richiesto un estratto del casellario giudiziale, mentre per i cittadini degli Stati UE e degli Stati dell'Associazione europea di libero scambio (AELS) ciò avviene in presenza di elementi sospetti. Come nuova misura temporanea, nella regione Moesa viene richiesto un estratto del casellario giudiziale per tutti i nuovi rilasci di permessi a cittadini UE/AELS, viene precisato.

Le altre richieste dell'intervento parlamentare saranno esaminate nell'ambito del nuovo piano d'azione. Tra queste figurano un piano cantonale di controllo per le società bucalettere e le imprese con un elevato rischio di riciclaggio di denaro, nonché l'esame della possibilità di istituire un ufficio centrale di segnalazione.

Il piano comprenderà inoltre l'attuazione della strategia nazionale di lotta alla criminalità organizzata della Confederazione, a cui il Cantone intende partecipare attivamente, ha informato giovedì scorso. Il Governo ha chiesto al Gran Consiglio di rinviare questi due punti per un ulteriore esame e di considerare invece evase le richieste già attuate.

All'origine dell'intervento parlamentare vi sono gli arresti, effettuati da Europol alla fine di febbraio, di presunti membri della Camorra, della 'Ndrangheta e di un clan balcanico. Quattro degli arrestati vivevano a Roveredo (GR) con un valido permesso di soggiorno B.

A una delle persone arrestate era stato in precedenza negato il permesso di soggiorno nel Canton Ticino. Secondo l'intervento parlamentare, le autorità grigionesi per mesi non ne erano a conoscenza. La Mesolcina è da tempo considerata un crocevia per il riciclaggio di denaro.