
Non ce l'ha fatta uno dei due autisti del pullman appartenente a una società italiana subappaltatrice dell'impresa di trasporti Flixbus che lo scorso 16 dicembre era andato a sbattere violentemente contro un muro di protezione a Zurigo, dopo aver sbagliato a imboccare un tratto autostradale a fondo cieco (vedi articolo suggerito). Lo ha riferito il quotidiano genovese Il Secolo XIX.
Come ricorderete, una 37enne italiana era morta e 44 persone erano rimaste poco prima delle 4.15. Il torpedone proveniva da Genova (I) ed era diretto a Düsseldorf (D).
In totale a bordo erano presenti 27 uomini e 23 donne, di età compresa tra i 16 e i 77 anni. Tra di loro, i due autisti (57 e 61 anni), entrambi di nazionalità italiana. Il 61enne versava in condizioni critiche ed è deceduto lunedì in un ospedale elvetico a causa delle gravi ferite riportate. Poco prima dell'incidente aveva appena passato il volante al collega.
"Era stato operato a una gamba, che presentava lesioni gravissime. Nonostante i tentativi dei medici svizzeri non si è mai ripreso. Per quasi vent’anni aveva gestito una ditta in proprio, che poi era stato costretto a chiudere. Poi, dopo un’esperienza da trasportatore per la ditta di bonifiche EcoGe, era passato ai pullman a lunga percorrenza. Era molto legato alla Chiesa evangelica di Pegli", ha ricordato il quotidiano ligure.
Il bus avrebbe sbandato a causa del fondo innevato e ghiacciato e l'autista sarebbe andato a sbattere contro il muro per non finire nel fiume, stando a quanto afferma la sua compagna a "Il Secolo XIX". "Le previsioni dicevano che avrebbe nevicato, non dovevano farli partire", ha aggiunto la donna.
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