
Lo scorso 23 febbraio, nell'ambito della piattaforma di dialogo sulla gestione dei pascoli e dei grandi predatori, si è svolto uno scambio online tra rappresentanti dell'agricoltura, del turismo, della mobilità dolce e della prevenzione, organizzato dal Gruppo svizzero per le regioni di montagna (Schweizerische Arbeitsgemeinschaft für die Berggebiete, SAB). «L'accento è stato posto sullo scambio di esperienze e sull'elaborazione di soluzioni nel contesto conflittuale della gestione dei pascoli, del tempo libero e del ritorno dei grandi predatori», si legge in un comunicato.
Alla ricerca di soluzioni
Il Gruppo svizzero per le regioni di montagna (SAB), la Società svizzera di economia alpina (SSEA) e l'Unione svizzera dei contadini (USP) gestiscono congiuntamente, da diversi anni, la piattaforma di dialogo «Gestione dei pascoli e grandi predatori». L'aumento del numero di grandi predatori, evidenziano, «pone sfide importanti alle regioni di montagna. I dibattiti politici hanno portato a un irrigidimento delle posizioni. Tuttavia, solo il dialogo consentirà di trovare soluzioni al problema dei grandi predatori». Per questo, la piattaforma incoraggia lo scambio di esperienze e discussioni obiettive tra i diversi gruppi di utenti.
Turismo e mobilità dolce
Anche il turismo è particolarmente colpito dalla problematica dei grandi predatori, scrive il SAB, «soprattutto a causa degli scontri con i cani, della chiusura o della modifica di itinerari escursionistici e piste ciclabili e, più in generale, delle incertezze legate a questa problematica». Durante la riunione del 23 febbraio, esperti di turismo e mobilità dolce hanno presentato le ultime scoperte e gli approcci pratici per gestire meglio i conflitti tra la protezione delle mandrie, il tempo libero e il turismo.
«La sensibilizzazione porta i suoi frutti»
Gli scambi – prosegue ancora il SAB – hanno dimostrato che questo tema è stato ben compreso dalle associazioni e dalle organizzazioni interessate. In molte regioni sono state messe in atto soluzioni collaudate. «La collaborazione tra agricoltura, turismo e attività ricreative è attivamente incoraggiata. Le misure di sensibilizzazione stanno dando i loro frutti, come dimostrano i feedback e i dati corrispondenti». Allo stesso tempo, però, esistono ancora lacune in materia di informazione e sensibilizzazione per alcuni gruppi di attività, come ad esempio gli appassionati di mountain bike. «La comunicazione relativa alle regole di comportamento e alle zone vietate deve quindi essere rafforzata». Per questo l'uniformità della comunicazione e della segnaletica è una questione fondamentale.
Peculiarità regionali e coesistenza
Nel corso delle discussioni è stato anche sottolineato come le soluzioni sviluppate a livello locale e regionale siano essenziali per garantire un'attuazione che rispetti le specificità locali: «Il dialogo e il coordinamento dovrebbero essere assicurati da organismi regionali. Sono infatti questi ultimi a conoscere meglio le condizioni locali, i fattori immateriali e i gruppi di attori coinvolti». Esempi positivi, come quello di Arosa Tourismus citato dal SAB, «dimostrano che questo ruolo di coordinamento può essere assunto dalle organizzazioni di gestione delle destinazioni. Ma anche i parchi regionali o altre associazioni regionali possono assumere questa funzione e facilitare il dialogo tra tutti gli attori coinvolti». Il dialogo continuo tra il mondo agricolo, turistico, ricreativo e le altre parti interessate rimane essenziale, chiosa il Gruppo. «Solo lo scambio, la comprensione reciproca e la responsabilità comune possono garantire, a lungo termine, una coesistenza sostenibile con i grandi predatori».

