
«La Svizzera è Stato ospitante di federazioni sportive internazionali come la FIFA e il CIO. Le loro decisioni, in particolare in merito all’assegnazione di grandi eventi, hanno effetti rilevanti sulla popolazione locale e sui suoi diritti». Inizia con queste parole un'interpellanza del consigliere nazionale Giorgio Fonio rivolta al Consiglio federale sulla responsabilità della Svizzera quale Stato ospite di federazioni sportive internazionali e sul rispetto dei diritti umani. Come viene ricordato nel testo, secondo i Principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani nonché le Linee guida dell’OCSE, gli Stati devono adottare misure per prevenire violazioni da parte di attori aventi sede nel loro territorio. A tal proposito, si sottolinea anche come, finora, il Consiglio federale abbia puntato soprattutto sulla cooperazione volontaria e su strumenti di soft law.
«A tal fine rinvia al Piano d’azione nazionale su economia e diritti umani (NAP), al Centre for Sport and Human Rights (CSHR) di Ginevra nonché al Punto di contatto nazionale (PCN). Che tale approccio non sia sufficiente è dimostrato, tra l’altro, dall’assegnazione dei Mondiali di calcio del 2034 all’Arabia Saudita». In tal senso, «la FIFA ha accettato un’analisi dei rischi che si limitava ai diritti riconosciuti dallo stesso Stato candidato, tralasciando invece rischi centrali in materia di diritti umani quali repressione, discriminazione, sgomberi forzati o sfruttamento del lavoro». Secondo Fonio e i co-firmatari dell'interpellanza, anche i prossimi Mondiali di calcio in Nord America comportano notevoli rischi sotto il profilo dei diritti umani.
Per questo motivo, viene chiesto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:
1. Quale ruolo svolge la Svizzera nel CSHR, quali contributi fornisce e quali miglioramenti nella prassi dei diritti umani delle federazioni sportive sono riconducibili a tale impegno? In base a quali criteri il Consiglio federale misura il successo di questa collaborazione e quali conseguenze trae in caso di mancati progressi?
2. Quali misure supplementari, oltre al NAP e ai formati di dialogo, intende prevedere per garantire che le federazioni sportive adempiano al loro dovere di diligenza in materia di diritti umani?
3. Quali requisiti in materia di diritti umani ha comunicato alla FIFA in relazione all’assegnazione e allo svolgimento di grandi eventi? Come ne viene verificata l’attuazione?
4. Come garantisce che le raccomandazioni formulate nell’ambito delle procedure del PCN siano attuate dalle federazioni sportive, considerato che il PCN non dispone di poteri esecutivi?
5. Con il controprogetto all’iniziativa per multinazionali responsabili, anche le federazioni sportive internazionali sono tenute a prendere seriamente in considerazione, mediante una verifica di diligenza, i rischi di violazioni dei diritti umani e ad adottare misure per contrastarli? In caso negativo, per quali ragioni?
Co-firmatari: Lorenz Hess (Centro), Franziska Ryser (Verdi), Beat Flach (Verdi Liberali), Samira Marti (Partito Socialista), Marc Jost (Partito Evangelico Svizzero)

