
Nonostante gli allarmi emergenti sulla “variante indiana” del Covid-19, il Regno Unito non intende, almeno per ora, modificare i piani per l’appuntamento “in presenza” della CoP 26: la grande conferenza Onu sui cambiamenti climatici in agenda per novembre a Glasgow, in Scozia, sotto presidenza britannica e con la co-presidenza dell’Italia. Lo ha dichiarato oggi in un intervento pubblico Alok Sharma, il ministro designato nei mesi scorsi da premier Boris Johnson per l’incarico esclusivo di presidente della conferenza. “Stiamo pianificando un vertice fisico” (e non virtuale), ha confermato Sharma, pur aggiungendo che l’organizzazione intende al contempo garantire “la sicurezza dei delegati nella comunità locale come un elemento fondamentale”.
Ben prima della CoP 26 il Regno è incaricato tuttavia di ospitare un altro summit internazionale di primaria importanza di cui ha quest’anno la presidenza di turno, il G7 dei capi di Stato e di governo in programma a giugno in Cornovaglia: appuntamento molto atteso rispetto al quale ad oggi non risultano pure cambiamenti, ma più esposto a un ipotetico innalzamento dell’impatto immediato dei contraccolpi 2dell’allerta indiana”.
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