
Secca bocciatura per la nuova legge sulle tasse turistiche del canton Grigioni, respinta dal 65,4% dei votanti. La decisione rappresenta una chiara sconfitta per il governo, la maggioranza del parlamento e le principali organizzazioni economiche. La nuova legge avrebbe dovuto sostituire i circa 120 regolamenti che disciplinano a livello comunale la riscossione delle tasse di soggiorno e di promozione turistica. La nuova tassa cantonale - a carico di tutti i comuni e tutti i settori che beneficiano del turismo - avrebbe dovuto generare 62 milioni di franchi l'anno, circa 4 milioni in più rispetto alla situazione attuale. L'obiettivo dichiarato del governo era di rendere più competitivo il turismo grigionese attraverso uno snellimento delle strutture e un finanziamento solido. Per i suoi fautori, la nuova legge avrebbe dovuto rilanciare un settore che genera circa un terzo del Pil cantonale. Il responso delle urne è però molto chiaro: 31'087 "no", soltanto 16'412 "sì" e una partecipazione del 35,9%. La nuova legge intendeva chiamare alla cassa tutti coloro che traggono beneficio dal turismo. A pagare di più sarebbero stati gli impianti di risalita, gli hotel e le società immobiliari nei centri turistici, mentre per i contadini e le aziende nelle regioni meno turistiche la fattura sarebbe stata meno cara. Un cambiamento era previsto anche i proprietari di case secondarie, che non sarebbero più stati tassati in funzione del numero di pernottamenti, ma della superficie abitabile. La legge era stata approvata lo scorso aprile dal Gran Consiglio retico con 70 voti contro 37. L'opposizione è arrivata dall'UDC e dal partito liberale, che con il sostegno di esponenti del settore alberghiero e turistico hanno lanciato con successo il referendum. Contro la legge si erano schierate diverse sezioni locali di organizzazioni economiche e le destinazioni turistiche più importanti: St. Moritz, l'Engadina e Davos-Klosters. I tassi più alti di voti contrari sono in effetti arrivati dalle regioni più popolose, come Coira, Davos e l'Alta Engadina. Dopo il no popolare, c'è già chi pensa che il risultato possa essere di cattivo auspicio per la votazione cantonale del prossimo marzo sulla candidatura grigionese alle Olimpiadi invernali del 2022. Il risultato potrebbe avere un effetto boomerang per Davos e l'Engadina: regioni che vogliono ospitare le Olimpiadi e hanno bocciato la tassa turistica, ha detto all'ats il direttore dell'Unione grigionese delle arti e mestieri Jürg Michel. ATS
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