
La pista dell'aerodromo di Samedan (GR), dove giovedì scorso vi è stato un incidente mortale, è di nuovo in servizio: era stata chiusa all'inizio della settimana su ordine dell'Ufficio federale dell'aviazione civile (UFAC) perché la massa nevosa superava le norme ammesse. Dopo l'incidente del 12 febbraio scorso che aveva provocato la morte di due persone, alcuni ispettori sono stati inviati sul posto, ha precisato oggi all'ATS il portavoce dell'UFAC Daniel Göring. Hanno osservato muri di neve alti da 1,5 a 4 metri di altezza, mentre il limite tollerato è di un metro. Poiché le prescrizioni internazionali non erano rispettate, la pista era stata chiusa provvisoriamente e ordinato lo sgombero. La società che gestisce lo scalo dell'Alta Engadina aveva lanciato un appello chiedendo aiuto a volontari. Circa 300 persone hanno risposto e hanno aiutato a rimuovere la massa nevosa. Dopo aver costatato che le norme internazionali sono rispettate, l'UFAC ha potuto dichiarare oggi il pieno ripristino dell'esercizio sulla pista. Intanto l'Ufficio d'inchiesta sugli infortuni aeronautici (UIIA) si sta occupando del dramma avvenuto giovedì scorso, ha aggiunto Göring. Si trattava del secondo incidente in una settimana sulla pista grigionese. ATS
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