
Nei Grigioni la Nuova impostazione della perequazione finanziaria e della ripartizione dei compiti tra Cantone e comuni (NPC) è contestata da 18 organizzazioni riunite in un comitato referendario. Attive in ambito formativo e sociale, le associazioni hanno tempo fino al 23 settembre per raccogliere le 1500 firme necessarie. La NPC, accolta dal Gran Consiglio con 88 voti contro 22 e 5 astensioni il 15 giugno durante la sessione "extra muros" a Poschiavo, indebolisce la scuola e distrugge strutture collaudate, ha denunciato oggi il comitato "No alla NPC grigionese" durante una conferenza stampa a Coira. Se la responsabilità della scuola pubblica e della socialità dovesse passare completamente nelle mani dei Comuni, i perdenti sarebbero i bambini, gli handicappati, gli emarginati sociali e le donne, affermano le 18 associazioni. Il fatto che il referendum sia sostenuto anche dalle autorità scolastiche mostra che la decisione del parlamento non piace non solo ai dipendenti, ma neanche ai datori di lavoro, ha affermato Gabriela Aschwanden, presidente dell'Associazione delle autorità scolastiche dei Grigioni. L'obiettivo delle pari opportunità per tutti sarà compromesso se i Comuni saranno i soli competenti in materia di educazione pubblica. Patrick Degiacomi, presidente di AvenirSocial Grigioni, l'unione professionale cantonale per il lavoro sociale, ha messo in guardia contro l'esclusione che minaccia i bambini, perché proprio loro, a suo avviso, soffrono maggiormente di eventuali tagli in favore di persone socioeconomicamente sfavorite. Se i promotori del referendum dovessero riuscire a raccogliere le sottoscrizioni necessarie, la votazione potrebbe tenersi il 29 novembre. I professionisti del lavoro sociale e l'associazione degli insegnanti grigioni avevano già annunciato di voler lanciare un referendum all'indomani del voto in Gran Consiglio. ATS
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