
La RTSI deve prestare maggiore attenzione a quello che accade nei Grigioni e aumentare come promesso il numero di corrispondenti in tutto il cantone: è quanto chiede il governo retico in una lettera inviata alla direzione della Radiotelevisione svizzera di lingua italiana (RTSI) e alla Società cooperativa CORSI. Interpellati al riguardo, i responsabili della comunicazione della RTSI non hanno voluto esprimersi, almeno per il momento.La vita politica, culturale e sociale in tutto il cantone dei Grigioni dovrebbe beneficiare di una miglior copertura, scrive oggi il governo retico in un comunicato. Secondo l'esecutivo, un'informazione completa in lingua italiana è un diritto e un'esigenza sia per le valli italofone dei Grigioni, sia per la popolazione italofona che vive in altre regioni del cantone: "è inaccettabile che i grigionesi di lingua italiana vengano discriminati rispetto ai ticinesi", afferma il governo.La RTSI - finanziata dal canone con circa 280 milioni di franchi all'anno - viene perciò invitata a incrementare il proprio personale presso la sede di Coira: degli oltre 1000 impiegati della RTSI, soltanto tre giornalisti sono presenti stabilmente nel canton Grigioni, scrive il governo. A suo avviso devono poi essere creati posti di corrispondente anche nelle valli di lingua tedesca e romancia. "Solo in questo modo" - afferma il governo - "le corrispondenze dai Grigioni potrebbero diventare più complete, rafforzando l'identità della "Svizzera italiana".Nella lettera il governo retico rileva insomma con insoddisfazione che "la RTSI non ha ancora dato seguito in modo sufficiente alle assicurazioni precedentemente rilasciate". Dopo che il governo grigionese era già intervenuto nel 2005 e nel 2007, la RTSI aveva promesso un incremento del numero di corrispondenti dai Grigioni, ricorda l'esecutivo retico, minacciando di intervenire presso le autorità federali qualora nulla dovesse cambiare.ATS
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