
All'aerodromo di Samedan, dove giovedì c'è stato un incidente mortale, non potrà più atterrare alcun velivolo fino a quando le muraglie di neve attrono alla pista della località grigionese non rispetteranno le norme internazionali. Lo ha comunicato questa sera l'Ufficio federale dell'aviazione civile (UFAC), aggiungendo che la situazione degli altri campi di atterraggio svizzeri verrà esaminata nei prossimi giorni. In una nota l'UFAC indica che l'altezza della neve attorno alla pista è fra gli 1,5 e i 4 metri, mentre le direttive internazionali pongono un limite di un metro di altezza. La larghezza della pista libera è invece di otto metri, contro i dieci prescritti. Di conseguenza, l'uffico federale indica ai gestori di togliere gli eccessi di manto nevoso e in attesa proibisce l'uso della pista. Sulla base dei risultati dell'inchiesta attualmente condotta dal l'Ufficio d'inchiesta sugli infortuni aeronautici (UIIA),l'UFAC si riserva anche il diritto di ordinare altre misure. Secondo una prima ricostruzione, giovedì pomeriggio un un bimotore Falcon 10 proveniente da Vienna è andato in rotazione in fase di atterraggio e si è poi schiantato contro un muraglione di neve, spaccandosi in due. L'incidente è costato la vita al pilota, di 69 anni, e al co-pilota, di 41, entambi austriaci. L'unico sopravvisuto, in gravi condizioni, è stato il miliardario austriaco, Alexander Kahane, di 54 anni. Stando ai media austriaci, Kahane, che ha riportato varie fratture e ferite in tutto il corpo, ha un patrimonio valutato a due miliardi di euro ed è l'undicesimo uomo più ricco del paese. Secondo l'aerodromo di Samedan, al momento dell'incidente le condizioni per un atterraggio erano conformi alle norme di legge. ATS
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